Sulle 19 corse tra Messina e Siracusa, 16 arrivano dopo l’orario previsto, una è stata soppressa e solo due in anticipo tra due e cinque minuti. I viaggiatori abituali ormai sono esasperati: “situazione non più tollerabile”

treni “lumaca” in Sicilia

Il comitato dei pendolari ha svolto un’analisi sulle corse dei treni stamane dalle 5.05 alle 9.40. Sui 19 treni che percorrono la Messina-Catania-Siracusa e viceversa, 16 hanno avuto un ritardo tra 5 e 86 minuti, uno è stato soppresso e due sono arrivati in anticipo tra 2 e 5 minuti.

“La situazione del trasporto pubblico ferroviario – dice il comitato – non è più tollerabile. Il diritto alla mobilità deve essere garantito dalle istituzioni, non dalle aziende di trasporto”.

Il ritardo più elevato è stato registrato sul treno Messina-Siracusa delle 5.25 che ha accumulato 86 minuti. Ritardo di 47 minuti sulla stessa tratta alle 6.35. Il Messina-Catana delle 5.50 è stato soppresso.

Proprio nelle scorse ore i sindacati hanno lanciato un appello al presidente della Regione Rosario Crocetta chiedendo un incontro per discutere del rilancio del trasporto ferroviario. Una lettera unitaria è stata inviata e firmata dai segretari di Cgil, Cisl, Uil Sicilia Ferruccio Donato, Maurizio Bernava, Claudio Barone e i Segretari di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Sicilia Franco Spanò, Amedeo Benigno, Angelo Mattone.

“Nessun rilancio delle ferrovie siciliane – scrivono nella lettera – ma piuttosto la mancanza di investimenti e di risorse anche solo per garantire la semplice manutenzione ordinaria delle linee siciliane con il grande rischio di vedere la chiusura di alcune tratte interne come l’Alcamo-Castelvetrano e tutta la dorsale mediterranea (Siracusa – Gela-Caltanissetta – Agrigento) che si sommeranno alla già chiusa tratta ferroviaria Caltagirone-Gela”.

“La mancanza della stipula del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia che ha causato nell’ultimo biennio un considerevole taglio del servizio offerto dalla società ferroviaria quantificabile in 2 milioni di Km di percorso all’anno – sostengono i segretari – porterà da febbraio al già preannunciato taglio di un ulteriore milione di Km, senza un minimo di controllo da parte della Regione, con l’aggravante che la restante offerta verrà concentrata solo sulle dorsali di fatto giustificando cosi paradossalmente la chiusura di altre linee”.

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