Contro la soppressione del Tribunale di Trappitello, protesta il 26 gennaio a Messina, in occasione della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario

gli avvocati provano a scongiurare la chiusura del tribunale

Gli avvocati del Foro di Taormina non ci stanno alla prevista chiusura del Tribunale di Trappitello. Al termine di un’assemblea tenutasi ieri nella sede di via Francavilla è stata decisa un’azione dei protesta presso la sede del Tribunale di Messina, e a sostegno della posizione dei legali taorminesi faranno sentire la loro voce i 23 sindaci che fanno parte del comprensorio di giurisdizione della sede staccata di giustizia.

L’iniziativa si svolgerà sabato 26 gennaio alle ore 9 presso l’aula magna della sede centrale del Tribunale, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. All’incontro di ieri hanno preso parte numerosi esponenti di spicco delle varie organizzazioni di cui fanno parte i professionisti tra cui: Franco Celona (presidente dell’ordine degli avvocati di Messina); Nunzio Cammaroto (consigliere dell’ordine degli avvocati); Vincenzo Ciraolo (vice presidente dell’ordine degli avvocati); Giovanni Arena (consigliere dell’ordine degli avvocati), Giovanni Previti (delegato “Oua”, Organismo unitario avvocatura); Francesco Marullo di Condoianni (presidente Unione dei fori siciliani). Nutrita anche la partecipazione di sindaci ed amministratori come ad esempio: Mauro Passalacqua (sindaco di Taormina che ha dato piena disponibilità all’iniziativa); Lino Monea (sindaco di Francavilla); Alessandro Vaccaro (presidente del Consiglio comunale di Francavilla); Franco Tadduni (sindaco di Gaggi), Nello Lo Turco (sindaco di Giardini-Naxos); Orlando Russo (sindaco di Castelmola); Alessandro Costa (sindaco di Letojanni); Eugenio Bonsignore (vice sindaco di Letojanni); Cosimo Barra (assessore di Mongiuffi Melia) e Luigi Bottari (assessore di Mongiuffi Melia).

 ”I consiglieri comunali delle municipalità interessate – ha dichiarato l’avv. Cammaroto che ha coordinato la riunione – effettueranno un atto di protesta. La prevista soppressione della sede giudiziaria di Trappitello significa desertificare il territorio. I cittadini saranno costretti ad un grande disagio per accedere alla giurisdizione di primo grado. Gli Enti, inoltre, subiranno un grave danno all’immagine della zona”. In effetti gli uffici di via Francavilla hanno avuto in questi anni una intensa mole di lavoro, di gran lunga superiore a quella di una sede “periferica” e l’attività ha riguardato a ritmo incessante tutti i comuni di giurisdizione della Jonica e della Valle dell’Alcantara.

Non sarà semplice riaprire la questione e forse si guarderà anche a quel che accadrà dopo le elezioni nazionali, magari confidando in un ripensamento in materia. L’obiettivo è quello di far comprendere che il Tribunale di Taormina può rappresentare un caso diverso dalle altre sedi distaccate per le quali è stata prevista la soppressione, proprio alla luce del carico di lavoro che questa struttura sostiene quotidianamente ormai da anni. Ecco perchè la protesta del 26 gennaio sarà un messaggio che gli amministratori intendono lanciare affinchè si possano riaprire dei nuovi margini di discussione in una vicenda nella quale si è sin qui rivelato vano anche un ricorso al Tar presentato dagli avvocati del Foro taorminese lo scorso anno.

Preoccupazione per la chiusura del palazzo di giustizia di Trappitello è stata espressa anche dagli operatori economici della cittadina, per i quali in qualche modo l’ubicazione della struttura rappresenta una forma di indotto (ad esempio per i bar della zona) e che rischiano di ritrovarsi quanto prima in uno scenario di desolazione, soprattutto nei mesidi bassa stagione. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se la soppressione del tribunale sia ormai una prospettiva inevitabile o se, invece, qualcosa si può ancora fare.

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