Comitato residenti denuncia il mancato avvio dei lavori nella strada interessata da una frana il 21 febbraio 2012: transito a una carreggiata e ancora incerta la data di inizio degli interventi a cura di Anas e Ferrovie

transito ancora ristretto sulla SS114

Il caso SS114 finisce in Procura. Un esposto è stato infatti inviato alla Procura della Repubblica di Messina da un Comitato di residenti che lamentano il perdurare della situazione di disagio lungo la strada statale interessata nel febbraio di un anno fa da uno smottamento che provocò anche il deragliamento di un treno nella sottostante linea ferroviaria. L’esposto è stato trasmesso non soltanto alla Procura ma anche al Ministero dell’Interno e alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Con la presente – si legge nell’esposto – desideriamo portare a conoscenza codeste Autorità della situazione in cui versa la SS114 al km 46 + 600 m, in località Mazzarò, territorio comunale di Taormina, dove esiste da mesi una interruzione della carreggiata, in stato di abbandono. In questo tratto non si vede alcuna attività di cantiere che faccia pensare ad una eventuale soluzione del problema. In qualità di utenti della strada, come automobilisti e come cittadini, chiediamo spiegazioni sul motivo per cui questo stato di cose persiste ormai da anni, offendendo il territorio ed offrendo un’immagine desolante, e da Regione sottosviluppata, ai turisti che da ogni parte del mondo vengono a visitare una delle più famose località turistiche siciliane e si impantanano in un labirinto di “percorsi alternativi”.

Il documento fa anche riferimento a un’altra problematica in atto sempre nella SS114: “il sottovia realizzato al km. 37 + 250 m , ricadente nel Comune di S. Alessio Siculo, realizzato per eliminare il passaggio a livello ferroviario e rendere più scorrevole il traffico automobilistico continua a rimanere chiuso, causando gravi limitazioni alla viabilità e disagi enormi per la cittadinanza, i lavoratori, gli studenti e le attività commerciali di tutta la Riviera Ionica”. “Da troppo tempo – spiega Guglielmo Trusso, promotore dell’iniziativa ed anche di una raccolta firme– sollecitiamo una svolta che non arriva. Chiediamo che vengano risolte al più presto delle problematiche di assoluto rilievo che al momento penalizzano l’utenza in transito e la cittadinanza dell’hinterland”.

Sin qui i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’area non sono stati avviati e, a quanto pare, nella più ottimistica delle ipotesi bisognerà attendere sino alla fine di febbraio. Anche se il periodo è di bassa stagione e le strutture ricettive sono chiuse, la strada statale rimane trafficata nell’arco di tutta la giornata, quindi i disagi si fanno sentire. Il Comune di Taormina ha predisposto, intanto, le proprie indicazioni sul progetto relativo ai lavori che dovrebbero appunto interessare il tratto che è al momento è stato riaperto a senso unico alternato. La proposta relativa alle eventuali integrazioni tecniche da apportare alle opere da eseguire per il consolidamento dell’arteria sarà trasmessa all’Anas e le Ferrovie dello Stato, enti competenti per gli interventi che dovranno rimuovere i rischi determinati dalla frana verificatasi un anno fa. Attualmente la carreggiata è stata ristretta a 2,10 metri.

In questo modo possono transitare, esclusivamente, i mezzi piccoli e di soccorso. E proprio le ambulanze sono quelle che hanno ovviamente maggiore necessità di transitare in modo fluido, per non arrecare ulteriori pericoli alle condizioni dei pazienti che vengono trasportati da e per l’ospedale San Vincenzo. Il tempo sin qui è stato “clemente” ma non a caso una disposizione presa a scopo precauzionale dal Comune, nell’attesa dei lavori, ha previsto di recente la chiusura al transito ogni qualvolta si avrà un peggioramento delle condizioni atmosferiche.

Quest’anno la stagione turistica potrebbe iniziare prima, considerando che Pasqua arriverà in anticipo sul calendario: ecco perchè la situazione mette in ambasce il futuro commerciale di tutta una zona compresa tra Mazzarò, Isolabella e Spisone.

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