Rivoluzione civile” in campo con un programma alternativo a quello di tutte le altre liste e soggetti politici in competizione alle elezioni. Ecco perchè

Antonio Ingroia

“Rivoluzione civile” è l’alleanza tra società e civile e buona politica per rompere con il berlusconismo e con il montismo e con tutti quelli che li hanno appoggiati. Per cambiare l’Italia, per riscattare la nostra terra, liberarla dalle illegalità e dalle mafie, ridare fiducia e speranza ai nostri giovani, riconquistare i diritti, il lavoro, lo stato sociale, la scuola e la sanità pubblica.

  1. NO al fiscal compact Ue;
  2. abbattere il tasso di interesse sul debito pubblico;
  3. una nuova politica antimafia;
  4. contrastare l’omofobia e riconoscere i diritti civili;
  5. contrastare il razzismo;
  6. cittadinanza per tutti i nati in Italia;
  7. stop al precariato;
  8. ripristino dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori;
  9. detassazione delle tredicesime;
  10. reddito minimo per i disoccupati;
  11. premiare le imprese che investono in ricerca e creano occupazione a tempo indeterminato;
  12. archiviare progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo stretto di Messina;
  13. impedire la privatizzazione dei beni comuni a partire dall’acqua.
  14. valorizzare l’agricoltura di qualità libera da OGM;
  15. eliminare l’IMU sulla prima casa ed estenderla agli immobili commerciali della Chiesa e delle fondazioni bancarie;
  16. istituire una patrimoniale sulle grandi ricchezze, colpire l’evasione e alleggerire la pressione fiscale nei confronti dei redditi medio-bassi;
  17. tetto massimo per le pensioni d’oro;
  18. abrogare la controriforma pensionistica della Fornero;
  19. una legge sul conflitto di interessi;
  20. libero accesso a Internet;
  21. ritiro delle truppe italiane impegnate nei teatri di guerra;
  22. taglio delle spese militari a partire dall’acquisto dei caccia bombardieri F-35;
  23. limite di due mandati per parlamentari e consiglieri regionali.

Premesso che il programma qui riprodotto è di gran lunga il migliore tra quelli presentati, sia per i contenuti che la affidabilità/onestà dei candidati. Esso è espressione, sia pure mediata, di istanze politiche diverse: movimenti (CSP, Arancione, Alba, ecc.) e partiti di opposizione credibili (IDVD, PRC, PdCi) che rappresentano i bisogni, le idee e i diritti della parte migliore del Paese (pluralista come rivoluzione civile).

Non quindi una “ammucchiata elettorale”, come dicono i detrattori e i competitori elettorali bugiardi, ma uno spaccato reale della nostra società’ complessa e variegata.

Dopo questa premessa, sento la necessità di avanzare alcune proposte costruttive al fine di migliorare il suo impianto programmatico e comunicativo, prima e dopo le elezioni.

Mi sembra che il programma politico di “Rivoluzione civile” (RC) debba essere qualificato e specificato sul alcune questioni rilevanti, a mio avviso innovative e vincenti:

1. I temi del diritto a comunicare, della moneta e della economia del debito e dei mercati, debbono trovare spazio e proposte adeguate in un programma di alternativa.

Il diritto a comunicare, antitesi radicale della “libertà’ di informazione”, e’ un diritto primario, sociale ed individuale, costituzionale (art.21 e 43 Cost). Negarlo, oppure non rivendicarlo, significa impedire la partecipazione e il controllo popolare e democratico sui poteri forti, a danno dei cittadini e delle loro formazioni sociali. Contrastare Monti significa contrastare la politica finanziaria e monetaria della troika FMI/UE/BCE; quindi la truffa bancaria del debito, della moneta sovrana, della sovranità’ statuale e popolare, in sintesi dello Stato sovrano e della democrazia costituzionale (Paolo Barnard e il suo programma politico-economico). Il debito pubblico è una truffa bancaria, ciò va detto e dimostrato.

2. Per l’emergenza abitativa, problema drammatico delle famiglie e dei giovani, occorre rivendicare la re-introduzione dell’equo canone con riferimento ai canoni del 2001 (in lire), aumentati della inflazione reale.

Qui le lotte di USB/Asia sono un riferimento essenziale, come per altre lotte sul lavoro, il reddito, ecc.

3. Un programma elettorale diventa credibile se contiene opzioni programmatiche misurabili e vincolanti, a garanzia dei cittadini-utenti. Esempio la riduzione delle spese militari per almeno il 20%.

4. L’ identità politica di “Rivoluzione civile“ deve essere chiara e netta, quindi NO a PD, a Grillo, a SEL, senza mediazioni, desistenze ed altre ambiguità perdenti.

5. La comunicazione elettorale e politica richiede una professionalità adeguata in termini di linguaggio, di durata, di priorità, ecc. Es. Se ospiti di TV e giornali, occorre segnalare le fonti informative e le sedi fisiche di “Rivoluzione civile” in Italia, dove i cittadini possono informarsi e dialogare. Le decisioni di un soggetto sociale nuovo e alternativo devono essere  sempre collegiali, perciò nessuna anticipazione personale di chi comunica: non sempre e solo Ingroia, ma i candidati che si conoscono meno e non hanno altre tribune.

In estrema sintesi, va detto che il programma politico ed elettorale (non sono la stessa cosa) di “Rivoluzione civile” è imperniato, in ogni sua rivendicazione, sul rilancio/attualizzazione della nostra Costituzione antifascista, mentre ogni altra lista (anche del PD o di SEL o di Grillo) tende ad ignorarla, a violarla o a tradirla.

Questo concetto è essenziale e decisivo per chiarire a tutti l’identità e l’unità politico-culturale organica di tutti i soggetti diversi che compongono “Rivoluzione civile”, alternativa a quella di tutte le altre liste e soggetti.

La congruità delle proposte e delle azioni di “Rivoluzione civile” con la Costituzione è la bussola politica di riferimento. La Costituzione italiana è nota ed è stata difesa con successo da referendum popolari sia specifici che collegati a diritti su beni e diritti collettivi (acqua pubblica, servizi pubblici, ecc.).

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