Stretta del presidente americano sulla violenza con le armi da fuoco, sempre più spesso causa di stragi. Ira delle lobby: “Obama ipocrita, protegge le sue figlie con guardie e scorta”. La Casa Bianca: “spot ripugnante”

Barack Obama vuole fermare l’uso “facile” delle armi

Con 23 ordini esecutivi e tre proposte di legge al Congresso il presidente degli Stati Uniti Barack Obama inizia la battaglia contro la violenza causata dalle armi da fuoco. Teso in volto, Obama sale sul palco dell’Auditorium dell’Eisenhower Building per parlare alla nazione. A fianco ha il vicepresidente Joe Biden, che ha guidato la task force anti-armi, e un gruppo di bambini che nel mese trascorso dalla strage di Newtown in Connecticut gli hanno scritto per chiedergli di agire. E’ proprio il nome della “responsabilità nei confronti dei nostri figli” che Obama compie uno dei passi più difficile della presidenza, sfidando la lobby delle armi che solo poche ore prima lo ha accusato di “ipocrisia” con uno spot in tv in cui afferma: “Rifiuta di proteggere le nostre scuole come fa invece con le sue figlie”.

“Il nostro primo compito come società è difendere i bambini da chi vuole fargli del male” dice Obama, presentando “proposte concrete” e promettendo di “usare tutti i poteri della presidenza per realizzarle”. I 23 ordini esecutivi gli consentono di assumere subito l’iniziativa, a cominciare dal garantire più fondi alle scuole per migliorare la sicurezza, ma “molto spetterà al Congresso” aggiunge, enumerando le tre proposte di legge che invia a Capitol Hill. Primo: “Controlli universali su chi acquista armi da fuoco perché oggi il 40 per cento dei compratori non vi sono sottoposti”. Secondo: “Ripristinare il bando delle armi di assalto e dei caricatori con 10 proiettili” che fu in vigore fino al 2004. Terzo: “Pene più severe contro il traffico illegale di armi”.

Obama ammette che si tratta di una “battaglia difficile” e si appella agli americani affinché “nei singoli distretti” facciano pressione su deputati e senatori a Washington “per fargli capire che il mondo è cambiato ed è il momento di agire”. Affinché massacri come quello di Newtown, dove perirono 20 bambini e 6 adulti nella scuola elementare “Sandy Hook”, non si ripetano mai più. Ed ai sostenitori del Secondo Emendamento della Costituzione che protegge il porto d’armi dice: “Lo sono anch’io, l’America è la terra delle libertà ma dobbiamo guardare in fondo al nostro cuore ed essere anche responsabili l’uno dell’altro”.

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