Berlusconi rilancia il progetto dell’opera faraonica sullo Stretto, il conduttore lo bacchetta: “noi siciliani, ci sentiamo italianissimi anche senza Ponte”

Pippo Baudo

Come ci si aspettava, le ultime esternazioni di Silvio Berlusconi in merito al Ponte sullo Stretto, hanno fatto storcere il naso a molti, soprattutto ai siciliani. Perché Berlusconi, assumendo il tono, a lui assai congeniale, del ‘ci penso io a risolvere tutti i problemi’ ha parlato della imponente infrastruttura come se si trattasse dell’unica alternativa di riscatto ed ammodernamento per un popolo di sfortunati.

Sia nella lunga intervista rilasciata ad Antenna Sicilia che nel corso del suo intervento a Omnibus su La7 – si legge su Blogsicilia -, Berlusconi ha garantito che il Ponte si farà “per far sentire i siciliani cittadini italiani al 100%”.

A rispondere per le rime al leader del Pdl, ci ha pensato Pippo Baudo, il ‘principe’ dei presentatori tv.

“Tutti i siciliani – dichiara Baudo all’Adnkronos – si sentono italianissimi e non hanno bisogno di un ponte sullo Stretto per esserlo”.

Per il conduttore catanese, “non è certo un ponte che può creare un legame umano, storico, culturale, che esiste ed è forte fra la Sicilia e l’Italia intera: le radici sono molto più profonde di un pilone in cemento armato, basti pensare a Pirandello che non solo è siciliano, ma italiano, europeo e mondiale”.

Quanto poi al giudizio sull’opera in sé, per Baudo “è un’infrastruttura faraonica, che potrà anche essere bella da un punto di vista architettonico ma certo non da quello ambientale; e poi, prima occorre completare il quadro dei collegamenti viari e ferroviari all’interno dell’isola. Per non parlare degli appalti e degli appetiti delle organizzazioni mafiose, che non tarderebbero a manifestarsi“.

Ricorda quindi Baudo: “Scilla e Cariddi si guardavano di traverso, il che significa che sicuramente non desideravano questa unione della Sicilia con la Calabria e dunque con la Penisola italiana. Ma uscendo dalla mitologia, anche da un punto di vista romantico e’ molto più bello arrivare in un’isola con la nave, magari con il vecchio ‘ferry-boat’. Un’idea molto più affascinante del mito dell’alta velocità. Del resto, se il Padre Eterno ha voluto che la Sicilia fosse un’isola, avrà avuto senz’altro le sue ottime ragioni…”.

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