General contractor ha già messo in bilancio le somme dei contenziosi con i Comuni di Taormina e Bari: “dopo tortuosi iter giudiziari, danni riconosciuti al gruppo”

risarcimenti milionari ad Impregilo e il titolo vola in Borsa

Impregilo annuncia “vittoria” nel lodo sui parcheggi contro il Comune di Taormina e si prepara a bussare alla porta di Palazzo dei Giurati per riscuotere 25 milioni. L’impresa milanese si è già mossa per iscrivere in bilancio, infatti, le somme – 50 milioni di euro complessivi – vantate in due contenziosi contro altrettanti enti locali e sulle quali ha il conforto dei dispositivi giudiziari che le hanno assegnato risarcimenti milionari.

Come riportato su Milano Finanza “ci sono voluti rispettivamente 14 e sei anni di tribunali e carte bollate, ma Impregilo è riuscita a sbloccare 50 milioni di euro”. Si tratta della “somma che il general contractor pretendeva dai Comuni di Bari e di Taormina, 25 milioni ciascuno, per lavori eseguiti diversi anni fa (e sui quali in entrambi i casi le Amministrazioni comunali decisero di rescindere i contratti, ndr) e che, dopo tortuose vicende giudiziarie, ora sono stati riconosciuti al gruppo”.

“Come è facile immaginare, visti i tempi necessari per dirimere le controversie, si tratta di questioni piuttosto intricate, che in entrambi i casi si sono incrociate con gravi problemi di bilancio per i le amministrazioni interessate, che non avevano messo in conto di dover pagare i risarcimenti”. Il titolo di Impregilo in queste ore sta volando in Borsa su livelli che non toccava ormai dal 2008 ad oggi proprio grazie al “colpaccio” milionario piazzato sui contenziosi con Taormina e Bari (e anche per una commessa milionaria a Panama). Al Comune di Taormina come è noto è stata avviata la procedura di riequilibrio finanziario e, anche tenendo conto dei tempi di un probabile precetto, almeno in questi primi mesi dell’anno non sarà possibile per Impregilo passare alla cassa. L’Amministrazione, prima di riaprire le porte ad una transazione, vuole aspettare che si rifaccia il processo in Corte d’Appello a Messina, secondo quanto disposto dalla Cassazione.

A Bari, per la lite sui lavori di costruzione dell’asse Nord-Sud, in via di completamento ancora oggi dopo 20 anni, il Comune dovrà pagare a seguito di una sentenza di secondo grado e Impregilo ha accettato di transare il debito in tre annualità. Ed è la stessa posizione che Impregilo sarebbe intenzionata ad intraprendere con Taormina: l’impresa adesso, potendo contare sull’ordinanza del tribunale di Trappitello, vuole ottenere l’intero importo e nella più “clemente” delle ipotesi, a quanto pare, potrebbe dire sì ad un pagamento dilazionato in 36 mesi.

L’ultimo incontro tra i legali di Impregilo e quelli del Comune di Taormina risale alla gestione commissariale di inizio 2008, quando i contatti avvenuti a Palazzo dei Giurati e a Roma non sortirono effetto e il general contractor nel corso di un summit disse “no” alla proposta di pagamento in cinque anni. Poi, alla fine, fu il Consiglio comunale a stoppare le trattative affermando la volontà di opporsi fino in fondo all’azione giudiziaria della società. Impregilo vuole i 25 mln per intero e non pare quindi nemmeno attratta dall’eventualità di scontarli nel tempo acquisendo una gestione pluriennale del parcheggio Porta Catania realizzato a suo tempo.

Impregilo ha inteso iscrivere le somme a bilancio con la convinzione di aver chiuso la partita con Taormina come già a Bari. Intanto la casa municipale taorminese attende di incontrare i propri legali e di studiare la recente ordinanza con cui a dicembre il giudice ha assegnato l’esecuzione del decreto ingiuntivo da 25 mln. E’sempre più probabile la convocazione degli avvocati in Consiglio comunale per un’audizione.

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