Il network utilizzerà gli incroci tra i dati degli utenti per fornire risultati con informazioni, immagini e contatti. L’obiettivo è combattere “Mountain View” ottimizzando il recupero di informazioni. Ecco l’idea di Zuckerberg

Mark Zuckerberg presenta Graph Search

Si chiama “Graph Search” ed è un motore di ricerca per Facebook. Questa la novità presentata al quartier generale di Menlo Park, in California, dall’amministratore delegato Mark Zuckerberg.

Un motore di ricerca più preciso, ma su “contenuti che sono stati condivisi con noi”, rendendo il “Graph Search” presentato da Zuckerberg più capace del “web search” di rispondere alle nostre richieste. Foto, persone, interessi, luoghi: queste le quattro grandi aree del motore di ricerca. Si potrà, per esempio, sapere chi ha la nostra stessa passione per i videogiochi in una città, o cercare chi è single tra “gli amici degli amici”.

Il social network da oltre un miliardo di utenti ha deciso, dunque, di annunciare la sua nuova natura: quella di motore di ricerca sociale, contro Google e il suo dominio sul web, ma in una forma diversa. Mark Zuckerberg non vuole la “web search”, la ricerca web: Facebook punta sulla “Graph Search”, un sistema che scandaglia i miliardi di dati, immagini, video e connessioni che i suoi utenti mettono insieme. Così, cercando un’informazione, Facebook restituirà tutto il quadro che compone i risultati relativi a quella particolare ricerca.

Inserito in un contesto di collegamenti multimediali e rimandi social. E naturalmente, con pubblicità opportunamente mirata. Ma dopo l’annuncio, la Borsa non sembra entusiasta; i titoli del social network perdono lo 0,90%, a 30,71 dollari.

Informazioni, condivisioni, privacy. Il miliardo di utenti di Facebook porta in dote 240 miliardi di immagini, e mille miliardi di interconnessioni tra utenti. Un patrimonio di valore assoluto, soprattutto per quanto riguarda le preferenze, i “like” di questa massa umana digitale. E infatti Zuckerberg si premura di mettere in rilievo come gli algoritmi della Graph Search di Facebook siano molto attenti alla privacy, dopo la stretta che il social network ha dato sulla questione negli ultimi tempi. Zuckerberg di fatto mette sul piatto della bilancia un tesoro che Google non ha, ma punta ad avere: lo stato dell’arte delle condivisioni di argomenti e informazioni tra gli esseri umani, o almeno tra quelli presenti sul social della F bianca. Ma deve fare i conti con la riservatezza. E quindi, annuncia Zuck, “Si potrà effettuare ricrerche solo tra ciò che è stato condiviso”.

Quello che cambia insomma è la natura della ricerca. Non è più un’esplorazione del web, ma un’indagine multimediale nella rete sociale e tra le connessioni dell’utente. Se su Google ad esempio si può cercare un’immagine definendo il luogo, il tipo di immagine, l’ambientazione, su Facebook si potrà cercare “foto dei miei amici”. E la pagina si comporrà con un collage di immagini indicizzate dalla Graph Search secondo l’estensione social dell’utente. E’ come avere un assistente digitale meno formale di Google e più intimo con l’utente. Ma per forza di cose, non altrettanto esteso.

E infatti l’utilizzo è diverso. Uno del social network. “E’ pensato per rispondere a domande specifiche e ricevere risposte”, ha detto Zuckerberg, illustrando come chiave di ricerca d’esempio “Che locali frequentano i miei amici a San Francisco?”. Nello stesso modo si possono cercare persone, argomenti, luoghi e immagini. Alcuni mesi fa, racconta Zuckerberg, mentre era intento assieme alla moglie Priscilla a scegliere la foto da usare per gli auguri natalizi ha utilizzato il Graph Search, che ha presentato loro le immagini con il maggior numero di “Mi piace”. Allo stesso modo, nel demo visto sul palco, si può cercare un dentista, con cui i propri contatti si sono trovati bene.

Ma la ricerca social torna utile ad esempio nel cercare un ristorante indiano, in California, di cui amici indiani hanno scritto (e condiviso) bene nelle loro timeline sul social network. Oppure con un altro esempio, per capire quali sono i libri e i film più apprezzati e condivisi dai direttori d’azienda, dai single, dai fidanzati. Attraverso ogni informazione correlata tra quelle disponibili sui profili utenti, e che gli utenti hanno deciso di condividere.

Sul sito il Graph Search appare come una grande barra di ricerca nella parte superiore di ogni pagina. Il risultato della ricerca, ovvero le parole immesse dall’utente, diventano anche il titolo della pagina, che può essere modificato per creare una visualizzazione personalizzata dei contenuti condivisi.
Ci sono per ora ancora dei limiti. Anzitutto la ricerca tra le connessioni di Facebook è ancora in fase di sviluppo e funziona per gli utenti che usano la piattaforma in inglese. Non tutti i contenuti sono indicizzati e i post e le azioni “Open Graph”, come le canzoni ascoltate, non sono ancora disponibili. Sono attive, per chi può accedervi, le ricerche su persone, foto, luoghi e interessi.

Il lancio del motore è contestuale alla presentazione: Graph Search è già attivo e per poterlo provare bisogna registrarsi alla pagina Facebook.com/graphsearch

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