La confessione nell’intervista in tv da Oprah. Prima le scuse ad ex compagni e Fondazione Livestrong. E il governo Usa ora studia un’azione legale contro di lui

Lance Armstrong

Come largamente anticipato dai media nei giorni scorsi, l’ex ciclista americano Lance Armstrong ha confessato pubblicamente di essersi dopato nel corso di una lunga intervista da Oprah Winfrey. La conferma arriva dalla stessa conduttrice statunitense: «Ha ammesso ma non fino al punto che mi sarei aspettata. Lascio ad altri giudicare se era pentito, ma era serio e per lui l’intera intervista è stata difficile», ha detto la regina dei talk show. Oprah ha inoltre rivelato di aver deciso di mandare in onda il colloquio in due puntate giovedì e venerdì: «Impossibile tagliarla in 90 minuti», ha spiegato.

Nell’intervista che andrà in onda giovedì sul canale Own (Oprah Winfrey Network) e in esclusiva per l’Italia venerdì 18 gennaio alle 21,15 su DMAX (Canale 52 del digitale terrestre), Armstrong, radiato da tutte le competizioni sportive, ha riconosciuto di aver fatto ricorso a sostanze proibite, senza peraltro precisare né metodi né eventuali complici. Lo statunitense, 41 anni, è stato privato dall’Unione ciclistica internazionale dei suoi sette titoli di campione del Tour de France e radiato a vita dalle competizioni.

L’Agenzia statunitense anti-doping ha pubblicato un dossier nel quale il ciclista viene accusato di aver «contribuito alla creazione di un programma di doping estremamente sofisticato e mai visto prima nella storia dello sport». Qualche ora prima dell’intervista, lo sportivo si era scusato con i membri della sua Fondazione anti cancro “Livestrong” per averne macchiato l’immagine.

Dopo aver ammesso di aver fatto uso di sostanze proibite, Armstrong starebbe pensando di testimoniare contro alcune influenti personalità del ciclismo che sapevano del doping e probabilmente lo avevano agevolato.

Le testimonianze servirebbero a Armstrong per mitigare il bando a vita dagli sport olimpici, ha appreso il New York Times. Armstrong starebbe parlando con il Dipartimento della Giustizia per una possibile testimonianza in azioni legali contro proprietari di squadre: tra queste il banchiere Thom Weisel e altri esponenti del team sponsorizzato dall’Us Postal Service a partire dagli anni Novanta.

Intanto, secondo quanto riporta Usa Today, il Dipartimento della Giustizia sta valutando se unirsi a una azione legale contro Lance Armtrong per lo scandalo del doping. L’azione legale è quella avviata da Floyd Landis, un ex collega dell’US Postal Service, la squadra di Lance, al centro della quale è l’accusa che l’ex campione avrebbe defraudato le Poste Usa di circa 30 milioni di dollari quando aveva sponsorizzato il team.

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