Le tonsille palatine, situate ai lati della faringe, insieme alle adenoidi formano un importante organo di difesa del tratto alto delle vie respiratorie. Il loro ruolo è quello infatti di captare le sostanze contenute nell’aria e stimolare dei meccanismi di difesa immunitari nell’organismo per la produzione di anticorpi.

In Italia ogni anno i pazienti che riferiscono almeno un episodio di faringotonsillite sono più di 18.000, il 50% sono bambini dai 3 ai 14 anni, e questa patologia rappresenta la prima causa di consumo, molte volte non giustificato, di antibiotici.

Durante i periodi più freddi dell’anno ,vi è un’alta incidenza di episodi di raffreddamento e mal di gola e quando questi disturbi si complicano, può essere necessaria nella faringotonsillite l’adozione di un adeguato trattamento terapeutico finalizzato alla risoluzione clinica e microbiologica della patologia.

In passato esisteva una certa differenza di vedute tra l’otorinolaringoiatra e il pediatra riguardo le terapie elettive da adottare ,in modo particolare riguardo l’indicazione all’intervento chirurgico.

Oggi molti di questi problemi sono stati superati con la nascita della nuova specializzazione di otorinolaringoiatria pediatrica, di comune accordo pediatri e otorinolaringoiatri, infatti  hanno stilato in modo preciso alcuni criteri per ricorrere eventualmente all’intervento o alle sole terapie mediche.

La tonsillectomia, ossia l’asportazione completa delle tonsille, e l’adenoidectomia, ossia l’asportazione delle adenoidi, sono indicati se:

  • Il paziente riferisce almeno 4-5 episodi di tonsillite acuta l’anno
  • Riferito episodio di ascesso tonsillare
  • Quando le tonsille e/o le adenoidi sono aumentate di volume da determinare apnee durante il sonno, difficoltà nella deglutizione, alterazione della voce, numerosi episodi di otite media catarrale e relativa ipoacusia, episodi di laringiti e tracheiti da scolo di secrezioni siero-mucose dal rinofaringe, respirazione orale patologica, disturbi di linguaggio per lo scorretto sviluppo del palato duro (palato ogivale), persistenza di spinta linguale atipica, etc.
  • Quando si sospetta che l’infezione tonsillare cronica sia dovuta allo Streptococco β-emolitico di gruppo A, batterio che oltre alla tonsillite potrebbe causare la “malattia metafocale”, cioè l’alterazione di altri organi quali il cuore, il rene e le articolazioni.

È opportuno sottolineare che il riscontro isolato dell’aumento del TAS non costituisce segno di malattia.

Oggi, in generale l’orientamento terapeutico dell’otorinolaringoiatra è  di curare ,con  terapie mediche innovative e alternative all’antibiotico e ai cortisonici, la tonsillite cronica e ridurre al minimo indispensabile l’indicazione all’intervento chirurgico, anche se ancora a oggi in Italia si registrano 60.000 interventi l’anno. Nella mia pratica clinica su 100 bambini affetti da tonsillite cronica un buon 80% ,assumendo terapia medica idonea, riesce a guarire e solo il 20% di questi saranno sottoposti a tonsillectomia e/o adenoidectomia.

La tonsillectomia per dissezione in sospensione, a freddo, è la pratica più diffusa in tutti i reparti di otorinolaringoiatria, e consiste nell’asportazione della tonsilla con la capsula, che è scollata dal piano muscolare sottostante con uno strumento smusso, in anestesia generale. In seguito per controllare l’inevitabile sanguinamento intraoperatorio si procede a “chiudere” i vasi sanguinanti coagulandoli mediante una pinza bipolare, o legandoli con dei punti riassorbibili. Questo tipo d’intervento chirurgico è ritenuto “semplice” e privo di rischi, ma in verità non è proprio così, infatti negli ultimi tre anni si sono registrati dei decessi avvenuti a seguito d’interventi di adenotonsillectomia per emorragia intra e post-operatoria, di cui la stampa nazionale ha comunicato molta informazione. Le linee guida stilate dagli otorinolaringoiatri e dai pediatri hanno la finalità quindi di razionalizzare e ridurre il numero degli interventi chirurgici e sensibilizzare gli specialisti a introdurre e utilizzare nuove tecniche operatorie per ridurre i rischi post-intervento chirurgico.

Negli ultimi anni, grazie alle nuove tecnologie, sono state proposte tecniche d’intervento alternative.

La tonsillectomia mediante diatermia (a caldo) con il Laser consente un minore sanguinamento intraoperatorio perché coagula immediatamente i vasi sanguigni . La tecnica è del tutto analoga a quella descritta in precedenza, ossia a freddo, con l’unica ma sostanziale differenza che per asportare le tonsille si usa il Laser e non il bisturi .Quest’ultima è una tecnica molto vantaggiosa perché riduce l’incidenza di complicanze, a volte anche fatali, post-chirurgiche. È una procedura molto conservativa e poco traumatica per il paziente poiché consente di separare delicatamente le tonsille dalla loro sede. La convalescenza è più breve e i disagi per il paziente sono decisamente inferiori a quelli che seguono all’intervento chirurgico tradizionale. Nei casi d’ipertrofia tonsillare dei bambini, ossia di aumento di volume delle tonsille, non “malate”, ma che determinano difficoltà respiratoria ed episodi di apnea, o nel caso di tonsillite cronica criptico-caseosa dell’adulto , l’intervento di Tonsillotomia intracapsulare rappresenta una valida alternativa all’exeresi chirurgica tradizionale. Questo intervento consiste nell’asportare solo una parte della tonsilla, riducendone il volume, ed ha il vantaggio di ridurre il sanguinamento e il dolore post-operatorio, inoltre il tessuto tonsillare residuato, svolgerà nuovamente la normale funzione di difesa. In entrambi i casi, il paziente si ricovera in regime di Day Surgery il giorno stesso dell’intervento ed è dimesso, in possesso di terapia medica, la mattina seguente.

Quindi pur rimanendo il bisturi, un valido strumento di taglio, il Laser permette un’incisione dei tessuti più precisa, senza emorragie, senza dolore e una cicatrizzazione più rapida e priva di complicazioni.

Presso la Casa di Cura Villa Salus di Messina ,convenzionata con il S.S.N., gli interventi di tonsillectomia, tonsillotomia e adenoidectomia sono eseguiti con strumenti all’avanguardia utilizzando Laser di ultima generazioni e altri sistemi tra cui il debrider. Nell’ultimo anno l’utilizzo di queste nuove tecniche mi ha permesso d’intervenire su numerosi bambini e adulti senza alcuna complicanza post-operatoria emorragica, migliorando di molto il decorso post-operatorio, infatti, la riduzione del dolore ha permesso ai pazienti di alimentarsi e riprendere le proprie attività lavorative e/o ludiche subito dopo l’intervento chirurgico.

In corso di rino-faringo-laringoscopia evidente ipertrofia della tonsilla palatina di destra prima dell’intervento di tonsillectomia.

In corso di oroscopia a fibre rigide si può notare la completa asportazione della tonsilla palatina di destra e l’integrità della loggia tonsillare

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