Grillo avverte: “se viene ammessa la lista a 5 Stelle finta noi ci sfiliamo”. Viminale si pronuncerà martedì

Grillo minaccia il ritiro dalla competizione elettorale

“Chi era in fila prima di noi ha consegnato all’ufficio il simbolo del M5S senza l’indirizzo del sito. Assolutamente confondibile dall’elettore. Abbiamo fatto ricorso. Dovremo aspettare martedì pomeriggio per sapere se il M5S parteciperà alle elezioni. In caso della presenza di un simbolo confondibile non parteciperemo”. Beppe Grillo, dal suo blog, ha messo in guardia diffidato il Viminale dall’ammettere simboli elettorali così simili al suo da confondere gli elettori, come quelli depositati ieri in vista delle elezioni politiche.

C’è ancora tempo fino alle 16 di domani, comunque, per depositare negli uffici del ministero dell’Interno i contrassegni delle liste in vista della competizione del 24 e 25 febbraio. Poi, il Viminale avrà due giorni di tempo per verificare la regolarità dei contrassegni e, qualora un contrassegno non sia conforme alla norme, inviterà il depositante a sostituirlo entro 48 ore.

Tre i nodi che dovranno venire al pettine in merito ad altrettante ‘liste civetta’: quella che riguarda il ‘Movimento Cinque Stelle’ che imita nella grafica il simbolo di quello di Beppe Grillo senza però citare il blog del comico genovese, il simbolo della lista ‘Monti presidente’ che non ha niente a che vedere con le due montiane doc (‘Con Monti per l’Italia e ‘Scelta civica -Con Monti uniti per l’Italia) e fa propria la candidatura di Samuele Monti, un consigliere comunale di un piccolo comune del cuneese, omonimo del premier e infine la lista civetta ‘Rivoluzione civile’, lista civetta, con simbolo simile a quello presentato dai rappresentati del movimento di Antonio Ingroia (‘Rivoluzione civile-Ingroia) ma senza il nome del candidato premier.

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