Quattro capi coalizione in campo. Berlusconi guida centrodestra. Bersani Pd-Sel-Psi. Monti con Casini e Fini. Ingroia con Idv e Sinistre. Grillo invece da solo

i simboli delle liste presentate

Silvio Berlusconi è il capo della coalizione di centrodestra alle elezioni politiche del prossimo febbraio, al cui nome sono collegati per la Camera i simboli del Pdl di Angelino Alfano, la Lega Nord di Roberto Maroni, Fratelli d’Italia di Ignazio La Russa e Giorgia Melonki Grande sud-Mpa rispettivamente di Gianfranco Miccichè, la lista Pensionati, Intesa popolare di Vittorio Sgarbi , il Mir di Giampiero Samorì e La Destra di Francesco Storace. La conferma è arrivata con il deposito del simboli Pdl al Viminale, il cui termine è scaduto alle 16. Il nome di Berlusconi compare nelle schede per la Camera e il Senato ma non per il voto all’estero.

Come l’ex Premier, sono ‘capi di coalizioneì registrati al Viminale ai nomi dei quali sarà imputato il premio di maggioranza in seggi in caso la coalizione che ha sottoscritto il loro programma di governo vinca le elezioni, anche del leader Pd Pierluigi Bersani (a lui sono collegate le liste di Pd, Sel, Psi, Centro Democratico), del Premier Mario Monti (la coalizione è composta dalla montezemol-riccardiana ‘Scelta civile’ insieme a Fli di Gianfranco Fini e Udc di Pier Ferdinando Casini), di Antonio Ingroia, a cui si richiama oltre che ‘Rivoluzione Civile’ anche IDv di Antonio Di Pietro.

In tutto al Viminale sono stati deposiati 215 simboli. Alla Lega è stato richiesto di modificare uno dei due loghi presentati, quello tradizionale e quello ‘Maroni presidente’ poichè entrambi contengono lo stesso nome e cognome. Roberto Calderoli ha fatto sapere di avere già provveduto.

Il ministero dell’Interno avrà poi 48 ore per esaminare i ricorsi sui simboli. Di particolare significato saranno i responsi sui ricorsi di Lista Monti, Lista Ingroia e MoVimento Cinque stelle contro le numerose liste civetta depositate, le cui denominazioni e loghi imitano quelle del Premier, dell’ex pm e di Beppe Grillo. Il quale ha annunciato che se il ricorso M5S non sarà accolto è pronto a ritirare la sua formazione dalle elezioni.

“Grillo – ha assicurato il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri- può stare tranquillo. Tutti quelli che ne hanno titolo vedranno tutelato il loro buon diritto”.

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