Naufragio Costa Concordia, parla il capitano Gregorio De Falco: “quel vada a bordo c…o” mi ha rovinato”

Gregorio De Falco

«Psicologicamente è stato molto pesante. Non è un caso che in tutto questo anno abbia scelto di scomparire. Quella frase mi ha danneggiato tanto». Il capitano Gregorio De Falco, quello che al telefono con Schettino, a naufragio ancora in atto, esplose urlando “Torni a bordo cazzo”, risponde così a chi gli chiede della frase che ha fatto il giro del mondo . «Penso che potrò riparlarne tra qualche tempo, adesso no», aggiunge a margine della messa nel primo anniversario della tragedia della Costa Concordia, sull’isola del Giglio.

«Penso che quella notte abbiamo fatto un buon lavoro – prosegue -. Sono un funzionario dello Stato e ho abbracciato questa professione. Qualcuno ha detto che il nostro intervento fu tardivo. Non è così, come diceva madre Teresa di Calcutta ‘ho la sana consapevolezza di tutto ciò che si poteva fare e io l’ho fatto’». «Abbiamo capito subito che si trattava di una situazione di estrema difficoltà -. Noi siamo stati molto tempestivi, altro che intervento tardivo. Certo si poteva fare di più se avessimo avuto la collaborazione che dovevamo attenderci».

«Candidato? Nessuna proposta». De Falco, parlando con i giornalisti, ha anche smentito di aver mai ricevuto la proposta di candidarsi in politica: «Se avessi ricevuto una richiesta di candidatura da Monti o da altri ne sarei stato onorato e l’avrei valutata, ma la richiesta non è arrivata».

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