Presentati simboli identici a quelli di Movimento Cinque Stelle, Rivoluzione Civile e i centristi: sono liste civetta senza i nomi. Grillo furibondo: “non ci elimineranno”

il simbolo fasullo di M5S e quello originale

Non è bastato piazzarsi davanti al ministero dell’Interno 24 ore su 24 da mercoledì, ben due giorni prima dell’apertura dei cancelli per il deposito dei simboli, delle coalizioni e del capo coalizione in vista delle prossime elezioni politiche: il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo non è riuscito a essere il primo a presentare il proprio contrassegno. Battuto sul tempo da un ragazzo di trent’anni – uno del partito dei pirati stando a quanto raccontano i grillini – che ne ha portato uno identico negli uffici del Viminale. Il comico genovese va su tutte le furie, se la prende con “una burocrazia vergognosa che non può cancellare la democrazia” e promette “azioni legali” se domenica il Viminale non darà ragione al suo movimento.

Quello delle liste “civetta” non è solo un problema di M5s. Tra i contrassegni presentati, infatti, c’è una lista colonata di Antonio Ingroia. Il terzo contrassegno elettorale presentato, infatti, è costituito dalla lista civetta “Rivoluzione civile” nella quale non compare il nome del magistrato candidato. Lista clonata anche per quella del premier uscente Mario Monti presentata da un omonimo del premier.

Il rumore dei grillini per quanto successo stamattina in realtà è tanto rispetto a una questione che, nel pomeriggio, gli stessi Davide Barillari, candidato alla presidenza della Regione Lazio, e Vito Crimi, capolista in Lombardia, definiscono “blindata” prevedendo che alla fine la spunteranno loro. I due si presentano in conferenza stampa nel pomeriggio con Grillo in un albergo a pochi passi dal Ministero – l’Hotel Rex di via Torino – per spiegare il lavoro che faranno i 4-5 avvocati che assistono il M5S in questa vicenda. “Dietro al nostro simbolo – spiega Grillo – si sono 420 consiglieri, 4 sindaci, un movimento che ha avuto successo in Sicilia. Dietro quello presentato da un ragazzo di trent’anni di Catania non c’è nulla. Sarà stato mandato da qualcuno, stiamo facendo un’indagine ma dietro di lui non c’è nulla, qui ci sono persone che si sono fatte un culo così. Neanche in Uruguay succede una roba così”. Insomma il contrassegno con le cinque stelle è stato brevettato e utilizzato dal movimento di Grillo in diverse competizioni elettorali: è praticamente scontato che la decisione del Viminale sarà a suo favore.

Nonostante ciò il comico avverte: “Ora siamo ancora più forti: se pensano di eliminarci così, si sbagliano di grosso. Noi andiamo a questa competizione in un modo o in un altro. Pensano che con un colpo di burocrazia si fa da parte la democrazia? O loro cambiano immediatamente questa roba qua o sono guai… Queste cose ci indignano e ci rafforzano. Apriremo il Parlamento come una sardina” perché questo “è un sistema completamente marcio non perché noi siamo migliori degli altri ma perché è il sistema che sta collassando”.

Per quanto riguarda il premier una lista Monti è stata depositata. Ma non si tratta di quella che appoggia il premier uscente Mario, bensì dell’omonimo Samuele, che ci tiene a precisare: “Non si tratta di una lista civetta”.

Tra i candidati premier alle prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, infatti, c’è anche Samuele Monti, omonimo del presidente del Consiglio uscente. Samuele, consigliere comunale in una lista civica di un piccolo comune della provincia di Cuneo è il candidato di “Monti presidente”, lista depositata questa mattina al ministero dell’Interno. Il contrassegno con la dicitura Monti (in carattere nero) presidente per l’Europa precede le due liste “Con Monti per l’Italia” e “Scelta civica con Mario Monti per l’Italia”.

“Mi chiamo Monti dalla nascita. Sono un Monti vero e la mia non è una lista civetta”, ha spiegato ai giornalisti. “Non mi sono mai candidato alle politiche, è la prima volta. Sono consigliere comunale di una lista civica del Comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo”.

Il giudizio su Mario Monti? “E’ un bravo professore”. E se “chiamarmi Monti un problema? La definite una fortuna? Io sono oggetto di scherno e di offese”, si è schernito così Samuele Monti. “Non l’ho presentata io ma un delegato”, risponde. Alla domanda quanto può valere in termini di voti la sua lista, Samuele Monti risponde: “Non lo so, vedremo”. Teme a questo punto un ricorso? “Ricorso per cosa? Mi chiamo Monti”.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=YtPBn6ppYN4[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti