I bianconeri conquistano il pass per sfidare la Lazio rimontando la rete iniziale di El Shaarawy con Giovinco e il gol decisivo del montenegrino nei supplementari

l’esultanza di Mirko Vucinic

E’ della Juve il quarto di finale di Coppa Italia contro il Milan. Il verdetto è arrivato dopo 120 minuti di partita, aperta dal botta e risposta El Shaarawy-Giovinco e chiusa con la stilettata di Mirko Vucinic, decisivo ancora una volta dalla panchina sulla quale era stato lasciato per preservarlo. Battaglia vera sul campo dello Juventus Stadium, dove i rossoneri avevano già pirateggiato in campionato e dove si erano presentati con la formazione migliore cercando un altro colpaccio.

Ma stavolta ad avere la meglio è stata la squadra di Conte che vince anche mentalmente la paura di una mini crisi e ritrova con questa vittoria tante energie sul piano psicologico per affrontare la prossima trasferta in campionato a Parma. El Shaarawy brillante e decisamente il migliore dei rossoneri, Vidal e Giaccherini a spiccare tra i padroni di casa.

Conte come annunciato lascia fuori Pirlo e schiera Marrone titolare a centrocampo, con Isla e Lichtsteiner sulle fasce e Giaccherini interno con Vidal. Dietro torna dall’inizio Caceres, mattatore con una doppietta della sfida dello scorso torneo, davanti il tandem Matri-Giovinco. Milan pienamente annunciato, vista l’emergenza in difesa: Acerbi e Mexes centrali, De Sciglio e Abate terzini, Boateng a centrocampo e tridente El Shaarawy-Pazzini-Emanuelson. Match senza Robinho, giustiziere dei bianconeri in campionato, lasciato a Milano. Scenografia come al solito imponente, con lo stadio colorato di bianconero da quarantamila bandierine arricchite anche dal tricolore formato in tribuna.

Ambrosini infiamma subito il match con un sinistro a giro che impegna Storari. Pronta la risposta bianconera con Giovinco che però si fa cogliere oltre l’ultimo difensore solo davanti al portiere, ma è il Milan a passare già al 6′: El Shaarawy inizia una ripartenza da centrocampo e va a concluderla ricevendo il pallone di ritorno da Boateng: destro in diagonale e palla in rete per il primo sigillo del Faraone nello Juventus Stadium, il diciassettesimo stagionale. Il freddo dello Juventus Stadium dura poco perché la Juve si riprende subito gioco e manovra e poco dopo anche la parità: il minuto è il 12°, il numero di Giovinco che dai 20 metri su punizione scavalca la barriera e infila Amelia per l’1-1. Parabola perfetta e decimo centro della Formica Atomica, ora primo cannoniere bianconero: superati Vidal e Quagliarella.

Abate spinge più di De Sciglio, ma è dalla sinistra che le percussioni ficcanti di El Shaarawy intimoriscono i bianconeri. Proprio il talento rossonero si guadagna gli applausi dello stadio ammettendo di aver toccato un pallone terminato in fallo laterale, campione anche di fair play. Non così Mexes, che falcia Giovinco lanciato in contropiede: giallo ineccepibile tra le urla di Conte infuriato per il duro intervento proprio di fronte alla sua panchina.

Il giallo arriva anche per Boateng che sgambetta Giaccherini a ridosso della lunetta dell’area di rigore rossonera: zona Giovinco, ma stavolta Amelia si sposta in fretta sul secondo palo e mette in angolo, facendo tesoro del doloroso precedente e riacquistando sicurezza tra i pali e in presa alta. Sicurezza che difetta a Storari nel finale, quando sbaglia il rinvio regalando a El Shaarawy un pallone invitante che solo la scivolata di Barzagli ferma dal diventare il 2-1. Il primo tempo si chiude con Mexes che rischia, e tanto, quando ostacola Storari pronto a far ripartire. Il francese viene graziato da Mazzoleni che poco dopo fischia l’intervallo. 1-1, il Milan paga l’assenza ormai strutturale di un costruttore di gioco ma con un cecchino implacabile come l’italo-egiziano, la Juve invece crea ma pesano i molti errori in fase di finalizzazione, tra imprecisione e leziosismi: Marrone comunque non è Pirlo, al di là del talento per tessere una ragnatela velenosa bisogna possedere un’esperienza che fisiologicamente manca al giovane centrocampista.

Si riparte senza cambi, né di uomini né di modulo. Giovinco ha sul destro il diagonale del sorpasso ma lo strozza, regalandolo ad Amelia. Pirlo, Pogba e Vucinic si scaldano, Conte medita: davanti Matri resta prevedibile e a Vidal manca quella condizione ideale per le sue incursioni, ma è Giovinco a lasciare il posto al montenegrino proprio mentre il cileno finisce sul taccuino dell’arbitro. Anche Allegri muove le sue pedine, vista la difficoltà del Milan schiacciato dai bianconeri ma senza trovare il colpo decisivo: si punta tutto sull’attacco, Emanuelson e Pazzini salutano il campo e spazio a Bojan e Niang con il tridente a farsi più pesante, come la partita che inizia a vedere all’orizzonte i supplementari.

Le scintille tra Vidal e Mexes immagine della battaglia, tra nervosismo e stanchezza, con la classe di Pirlo altra carta giocata dal tecnico bianconero e El Shaarawy che mostra dopo il suo talento anche la sua generosità con un salvataggio in area piccola su Lichtsteiner: decisivo davanti, provvidenziale dietro, il Faraone è già un fuoriclasse. Mentre Niang studia per diventare grande, sfiorando il 2-1 con un colpo di testa poderoso ma fuori bersaglio. Intanto De Ceglie per Lichtsteiner è il cambio finale di Conte, con Allegri costretto a sostituire Ambrosini steso dai crampi: Traore entra per i supplementari che potrebbero dissolversi all’ultimo respiro, con la punizione assegnata al Milan dal limite dell’area. Ma il tiro di Montolivo si infrange sulla barriera.

L’overtime è terra di nessuno. Terra di fiammate, di individualismi, dove la stanchezza permette alla tecnica di prendere il sopravvento. E di classe il montenegrino della Juventus ne possiede infinita, come di furbizia: è tutto suo il gol del 2-1, costruito in velocità lanciando un inesauribile Giaccherini e finalizzato con un tocco spietato di punta ad anticipare l’uscita di Amelia per la rimonta bianconera che si concretizza al 5′ del primo tempo supplementare. Decisivo per cambiare la faccia della Juve, è lui l’uomo in più della Vecchia Signora. Montolivo e El Shaarawy sparano le ultime cartucce del quarto d’ora finale, con dall’altra parte un Giaccherini enorme a lanciarsi in contropiede fallendo però lo stop e il possibile 3-1 in solitaria.

È un finale pirotecnico: Niang si fa pericoloso, Isla si divora il gol della sicurezza servito splendidamente da Vucinic, macchiatosi poi di un’ammonizione veniale. Il Milan attacca ancora, in questa sfida infinita, e sui piedi di Niang, liberato da Acerbi di testa, c’è il pallone del pareggio, un rigore al volo calciato con una potenza terrificante: non così la precisione, perché la fucilata colpisce in pieno Storari fermo al centro della porta. È l’ultima emozione, la Juve si guadagna la Lazio e continua la sua rincorsa alla stella d’argento.

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