Resi pubblici i risultati della seconda inchiesta che ha esaminato le cause del decesso di Amy Winehouse

Amy Winehouse

Una seconda inchiesta che ha esaminato la causa del decesso di Amy Winehouse, ha confermato che la cantante è morta per avvelenamento da alcol.

L’interprete di Rehab è scomparsa all’età di 27 anni, nella sua casa di Londra nel luglio 2011. Sin dai primi momenti il medico legale ha stabilito che la morte era avvenuta in seguito a complicazioni causate dall’alcolismo.

Tuttavia, lo stesso medico – Suzanne Greenaway – è stato giudicato non sufficientemente qualificato per poterlo affermare. Aveva ottenuto il ruolo nel Luglio 2009, nominata dal marito Andrew Reid, medico legale responsabile della zona centrale di Londra.

La Dottoressa Greenaway si è dimessa dal ruolo lo scorso anno, dopo che la sua inesperienza in merito è stata resa pubblica.

Seguendo la normale procedura, il caso è stato riaperto dal Court St Pancras Coroner l’8 gennaio e, in seguito a nuovi esami, è stato confermato che la causa della morte è stata un’intossicazione da alcol.

L’anno scorso, il padre di Amy Winehouse, Mitch, aveva protestato via Twiter la necessità di dover affrontare per una seconda volta il dramma del processo.

“Non andrò a sedermi là di nuovo. Non permetterò che la mia famiglia passi un’altra volta attraverso tutto questo” ha scritto.

“Tutto ciò che accadrà è che i punti chiave saranno riesaminati. Non dovremo essere lì. Non abbiamo intenzione di rivivere tutto a causa di inefficienze altrui.”

Un rappresentante della famiglia della cantante ha dichiarato il mese scorso che “La famiglia era soddisfatta del modo in cui è stata condotta l’inchiesta originale e non ha chiesto nessun riesame”.

“Questa sembra essere una semplice questione di procedura, il verdetto non dovrebbe cambiare.

© Riproduzione Riservata

Commenti