Il ministro all’Economia: “ok Monti, ma senza lista unica è un’occasione persa. Solite logiche di corrente”

Corrado Passera critica la coalizione Monti

Corrado Passera torna a parlare dopo lo strappo con Monti del 28 dicembre: non gli piaceva la soluzione delle tre liste e continua a non piacergli, ma troverà il modo di sostenere l’Agenda Monti. L’avrebbe voluta più coraggiosa, più radicale, non se l’è sentita di partecipare a qualcosa di nato già vecchio, con le solite logiche di corrente. Ma, attraverso il Corriere della Sera, il ministro “pesante” fa sapere che alla campagna elettorale parteciperà eccome: e infatti già oggi (7 gennaio) debutterà su Twitter avendo aperto anche lui un account personale.

Per il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, l’Agenda Monti andrebbe ritoccata. “Serviva più coraggio“, così in un’intervista al Corriere della Sera, Passera spiega le ragioni di quel deluso “Non ci sto”, pronunciato all’indomani della riunione di Sion, il convegno romano nel quale Monti ha deciso la sua “salita in campo”. Per Passera la lista Monti è un’occasione persa e il premier si è giocato il Quirinale. “Avrei voluto un programma in alcuni punti più coraggioso, una svolta più radicale. Mi è dispiaciuto non rivedere richiamato con più forza, anche nei simboli, il concetto di Agenda per l’Italia, anche se sul tema dei contenuti sicuramente si sarebbe potuto lavorare a una piattaforma più completa”.

In ogni caso, è nelle sue intenzioni partecipare alla campagna elettorale: per questo da oggi, 7 gennaio, aprirà un account su Twitter. “Ho ricominciato tante volte e sono pronto a rifarlo. Voglio dare un contributo al Paese”. E chissà che in 140 caratteri il ministro non sciolga le riserve su una sua eventuale collocazione nonostante lo strappo di fine anno.

Per il ministro “deve essere chiaro l’impegno a ridurre le tasse, va alleggerito il carico fiscale per le famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e assumono”. Inoltre, spiega, “la spesa pubblica va ripensata e tagliata con interventi strutturali profondi” e sui costi della politica ”dobbiamo incidere più in profondità”. E dice no a una nuova patrimoniale.

Quanto alla strategia scelta dal premier dimissionario: “Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato“, dice Passera. “Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli”. Però, durante la riunione del 28 dicembre scorso secondo Passera “hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma – sottolinea – non farò mancare il mio sostegno a Monti”, e “non accetterei mai di candidarmi contro di lui”.

Il ministro difende l’operato del premier, che “ha portato forte innovazione nella politica del Paese sia nel metodo che nello stile e oggi fa le sue proposte ai cittadini elettori”. Per questo, dichiara, “considero immorale definire la sua scelta immorale come ha fatto D’Alema e inaccettabili le accuse della Camusso”.

Alle elezioni ”sulla base delle proiezioni ad oggi, vincerà bene Bersani, ma servono maggioranze forti per affrontare alla radice i problemi del Paese”, evidenzia Passera auspicando “una coalizione forte con il raggruppamento di Monti che garantisca la governabilità del Paese almeno in questa fase ancora difficile”.

Parlando dell’esperienza di governo, ‘‘lo rifarei, ridirei di sì a Monti e a Napolitano anche se non è finita come avrei desiderato”, afferma Passera. Con gli altri ministri ”i rapporti sono stati di leale collaborazione e di grande soddisfazione. Ho avuto problemi solo con la struttura del ministero dell’Economia, mai con Grilli”. Quanto al suo futuro, ”ho ricominciato daccapo tante volte e sono pronto a rifarlo. Voglio continuare a dare un contributo a questo Paese. Come? Si vedrà, tutto è aperto”, conclude il ministro.

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