Il pm offre posto di capolista alla Camera al dissidente Giovanni Favia, col placet di Di Pietro. L’espulso glissa

Giovanni Favia potrebbe aderire a “Rivoluzione Civile”

Antonio Ingroia va in pressing su Giovanni Favia, il dissidente più celebre del Movimento 5 Stelle, per convincerlo a guidare la sua lista Rivoluzione Civile in Emilia Romagna. Il tentativo è quello di portare tra le fila degli arancioni i tanti grillini emiliani da tempo in rotta con il blogger genovese, da Valentino Tavolazzi alla consigliera comunale Federica Salsi. Una sorta di Opa per conquistare così anche una fetta consistente dell’elettorato grillino, dopo gli appelli (caduti nel vuoto) che il pm palermitano ha rivolto più volte nelle ultime settimane a Grillo nella speranza di collaborare in vista delle elezioni.

Fallita la trattativa, Ingroia sta quindi corteggiando gli “scomunicati” del movimento. Da qui l’ipotesi di Favia capolista alla Camera. Un nome che ha ricevuto il via libera anche da Antonio Di Pietro che si sta spendendo in prima persona per convincere il grillino a guidare il polo arancione in regione (mandando così su tutte le furie una sua fedelissima come la deputata Silvana Mura, da sempre braccio destro in Emilia dell’ex pm, che rivendica per sé il primo posto in lista per la corsa a Montecitorio).

Per ora Favia glissa sulle offerte ricevute dal quarto polo: “Non sto facendo passi personali, sono in stretto contatto con tutte le persone scontente del Movimento 5 Stelle, sto lavorando solo con loro”.

Lo staff di Ingroia “non smentisce e non conferma” la trattativa. Ma i contatti proseguono. Lunedì intanto è atteso sotto le Due Torri Antonio Di Pietro, che incontrerà i dirigenti locali del partito per trovare un’intesa sui candidati.

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