Maroni candidato in Lombardia, Alfano è premier designato. Per se stesso il Cavaliere pensa al ruolo di ministro dell’Economia. Il patto è stato firmato nella notte ad Arcore. Oggi conferenza stampa congiunta

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano

Il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, ha annunciato l’avvenuta firma dell’accordo tra Pdl e Lega Nord. Lo hanno siglato l’ex premier e Roberto Maroni che sarà candidato presidente comune in Lombardia. Il Cavaliere ha spiegato, in un’intervista a Rtl102.5, che in caso di vittoria del centrodestra il candidato premier comune potrà essere Angelino Alfano, mentre riserverà a sè il ruolo di ministro dell’economia.

“Io l’ho già indicato, penso che sarà ancora ancora lui, Angelino Alfano, se vinceremo” ha detto Berlusconi aggiungendo di voler fare il ministro dell’economia. “La mia esperienza di uomo di azienda e di governo, o di non governo per i pochi poteri che premier ha, penso sia la più giusta per mettere le mani nel calderone” della cosa pubblica, con le riforme, nella veste di ministro dell’economia.

“Habemus papam. All’una e trenta di questa notte è stato firmato ad Arcore l’accordo tra la mia formazione politica e la Lega Nord”, ha spiegato il Cavaliere. Firmatari dell’intesa, ha aggiunto, sono “Roberto Maroni e io. Lui sarà candidato presidente comune in Regione Lombardia, io federatore della coalizione”.

L’annuncio dell’accordo tra il Pdl di Berlusconi e la Lega di Maroni ha messo in agitazione, però, la base leghista. Sono parecchi infatti quelli che vedono i sostenitori del Cavaliere come il fumo negli occhi, un pericoloso ritorno a un passato che gran parte dei militanti del Carroccio pensava di aver accantonato per sempre. Basta aprire la bacheca facebook di Roberto Maroni o ascoltare Radio Padania per rendersi conto degli umori della base. Sul social network nell’arco di pochi minuti, questa mattina, sono piovute decine di commenti, tutti dello stesso tenore.

Contento il segretario lombardo Matteo Salvini, entusiasta perché “la nostra gente sta dimostrando compattezza”. Un accordo Pdl-Lega che, come spiega su Facebook, prevede “il 75% delle tasse trattenuto nelle regioni del Nord e niente Berlusconi alla presidenza del Consiglio” e “ultima parola a Maroni su liste e candidati”. “Non vivo di certezze, invidio chi le ha sempre – scrive Salvini- Ma visto il momento, e visto che contro la Lega si sta schierando il peggio – ha aggiunto -, penso che valga la pena di rischiare. E’ giusto che ognuno abbia il suo pensiero, ma fatta la scelta si Corre tutti Insieme per Vincere. Sono contento che stamattina su Radio Padania la Nostra Gente stia dimostrando compattezza: banzai!”.

Tra i dirigenti di partito, però, c’è chi non si sottrae ad una lettura critica nei confronti della rinata alleanza. Tra i primi ad esporsi c’è Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega alla Camera, membro di spicco del cerchio magico bossiano, tra i più distanti da Maroni: “Con l’obiettivo di tenere i nostri soldi a casa nostra eravamo alleati con il Pdl al governo e in Lombardia. Hanno voluto rompere l’alleanza perché volevano “pulizia”, sostenendo che non avremmo ottenuto niente e che bisognava ‘ascoltare la base’. Abbiamo fatto cadere la Regione Lombardia x questo motivo. E adesso? Credo che nella vita ci voglia un minimo di coerenza”.

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