Ancora nessuna traccia dell’aereo sparito a Los Roques, a bordo anche Vittorio Missoni: spunta un sms di uno degli scomparsi. Sulla rotta maledetta altri 8 italiani svaniti nel 2008 e turisti coinvolti in incidenti simili

Vittorio Missoni tra gli scomparsi di Los Roques

Apprensione e paura dall’Italia per gli scomparsi di Los Roques. In attesa di un riscontro concreto, la speranza si affida a un messaggio partito in automatico dal cellulare di Guido Foresti. “Chiama ora. Sono raggiungibile” è l’unico segno di vita da quel telefonino dopo l’orario della scomparsa dell’aereo. L’sms è arrivato sul cellulare del figlio dell’imprenditore bresciano. Può essere tanto, può essere poco. Purtroppo lo stesso accadde cinque anni fa quando scomparvero otto italiani e l’aereo che li trasportava a Los Roques.

“Vittorio Missoni in missing”, “please help me find my father”, “Help me find my father disappeared on flight from Los Roques”, così su twitter Ottavio Missoni jr dopo la scomparsa del padre lancia il suo appello. “Vittorio Missoni è scomparso”, “Vi prego aiutatemi a trovare mio padre”, “Aiutatemi a trovare mio padre scomparso sul volo per Los Roques”. Frasi brevi, alle quali il figlio di Vittorio Missoni scomparso il 4 gennaio in Venezuela, affida il suo appello, con una ripetuta sequenza. Più volte chiede infatti aiuto: “Please help me find my father”.

L’aereo da turismo è scomparso due giorni fa a Los Roques. A bordo quattro italiani, il presidente del gruppo Vittorio Missoni e la compagna e una coppia di amici.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, che continua a seguire personalmente la vicenda, ha chiesto al governo venezuelano “massimo impegno” nelle operazioni tese a ritrovare i quattro connazionali. Il governo di Caracas, tramite il viceministro degli Esteri di Caracas, Temir Porras, ha assicurato “la piena disponibilità” e ha attivato un canale diretto tra i nostri funzionari e il capo della protezione civile locale che coordina le operazioni per ritrovare l’aereo da turismo scomparso, hanno sottolineato fonti della Farnesina. Oltre ai mezzi già attivati per le ricerche – aerei, motovedette ed elicotteri – da ieri è operativa anche una nave specializzata in ricerche oceanografiche messa a disposizione dal governo venezuelano, secondo le fonti.

Esattamente cinque anni fa, il 4 gennaio 2008, un altro aereo con otto italiani a bordo sparì nel nulla nelle acque dell’arcipelago de Los Roques. Solo un corpo, quello del co-pilota, fu ritrovato. “Su quella rotta non c’è nulla di strano – è l’opinione del comandante Mario Pica, che si occupa del misterioso precedente, un caso ancora irrisolto: – l’incidente c’è stato ma non si può escludere un sequestro o un dirottamento. Il numero di aerei scomparsi è superiore ai 30, siamo quasi a 60 ormai, non tutti sulla rotta in questione: da quando è iniziata la raccolta di informazioni, abbiamo circa 60 aeroplani scomparsi in Venezuela, ma su quella rotta si contano 4-5 episodi”.

“Tra Caracas e l’arcipelago di Los Roques c’è un fondale molto frastagliato e con profondità che raggiungono i 3mila metri – ha precisato Pica – finora le ricerche di aeroplani scomparsi, dopo gli interventi di primo soccorso alla ricerca di superstiti, superato un certo tempo, si sono interrotte. Nel 2008 si è verificato il primo episodio in cui, dopo le ricerche iniziali, sono state fatte altre due prove ma con metodi non scientifici che non hanno dato risultati, a spese dei governi venezuelano e italiano”.

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