Continua l’offensiva mediatica su giornali, radio e tv del Cavaliere, che attacca ancora il nemico Monti: “immorale la sua candidatura, è una comparsa. Sarà facile convincere i miei elettori a votare per noi”

Silvio Berlusconi punta sulla campagna elettorale mediatica

L’illusionista di Arcore è ormai ovunque nella sua campagna elettorale “onnipresenzialista”. Ed ecco l’ennesimo spot: “in poco più di 15 giorni siamo saliti del 10%. Riavremo il 40% dei voti”. Silvio Berlusconi snocciola presunti sondaggi e rilancia l’offensiva contro Monti, ormai suo bersaglio quotidiano: «E’ immorale che sia in politica, ma tornerà a casa restando solo una comparsa».

Il Cavaliere interviene in collegamento telefonico al Tg5 e sfoggia ottimismo: «Non mi sento affatto sconfitto. Siamo tutti noi ottimisti perché dopo 13 mesi di distanza e silenzio, in cui non ho dato nemmeno un’intervista ai giornali italiani né fatto una comparsa in televisione, sono ritornato a comunicare e i sondaggi ci confermano che in poco più di 15 giorni siamo saliti di 10 punti e quindi contiamo di recuperare quel 40 per cento di elettori che ci avevano votato nel 2008, e che sono abbastanza facili da convincere, affinché possano ritornare a casa».

L’ex premier invita gli elettori a n0on votare i “piccoli”: «Solo concentrando il voto dei moderati in un solo partito questo potrà avere la maggioranza assoluta in Parlamento e potrà, come primo intervento, cambiare la Costituzione e la parte che riguarda i poteri di decisione del presidente del Consiglio, del governo e del Parlamento». Se non si realizzerà questa condizione «l’Italia resterà quella che è dal 1946 in poi: un Paese non pienamente governabile».

Quindi gli italiani «imparino a votare», esorta Berlusconi: «Prima di tutto – spiega – devono superare il disgusto per l’attuale politica e per questi politici e poi andare a votare» ma senza «frazionare il voto sui piccoli partiti che – tutti e nessuno escluso – agiscono per il loro esclusivo interesse» e cioè quello di «esistere» e far esistere le «ambizioni dei loro piccoli o piccolissimi leader». «Gli italiani devono fare una scelta di campo netta. O la sinistra di Bersani, o il centrodestra rappresentato da me. Tutto il resto, a partire da Monti, è inutile nell’attuale quadro politico».

Da Berlusconi arriva anche la dose quotidiana di bordate contro Mario Monti: «Si è messo insieme a dei compagni di viaggio a dir poco inaffidabili e la sua lista è stata messa in campo per portare voti alla sinistra sotto mentite spoglie», attacca l’ex premier in un’intervista al Giornale dell’Umbria. «Una cosa immorale – osserva – contro la quale è mio dovere battermi». E ancora: «Penso che Monti sia una comparsa destinata a lasciare presto la politica italiana». «Io gli ho garantito l’appoggio – prosegue – perché le cose, dopo la famosa lettera della Bce, si erano messe male per l’Italia». «Ho appoggiato Monti per il bene dell’Italia – aggiunge Berlusconi – perché in quel momento era l’unica cosa da fare». Il Cavaliere se la prende anche con i leader europei: «Non dimentico i sorrisetti ironici di Merkel e Sarkozy. Sopportavano male la mia presenza sulla scena – continua – perché io in Europa mi facevo sentire, non recitavo un ruolo subalterno».

In mattinata il Cavaliere anche a Teleradiostereo 92.7: «Il mio primo provvedimento sarà l’avvio della riforma dell’architettura istituzionale. Oggi in Italia il primo ministro non ha poteri, i tempi di approvazione di un disegno di legge sono troppi lunghi, la Corte costituzionale non è più un’istituzione di garanzia ma un organismo politico della sinistra. Per questo urge una riforma costituzionale». E ancora: «Sboliremo l’Imu e poi ci dedicheremo alla riforma del marcato del lavoro e delle pensioni. I 4 miliardi dell’Imu sono poca cosa a fronte di una spesa pubblica di 800 miliardi di euro».

Intanto Berlusconi incassa il sostanziale sì della Lega all’alleanza, con il segretario federale Roberto Maroni che dice che «chi è contro Monti è nostro alleato». L’alleanza deve ancora essere messa nero su bianco. Se ne saprà qualcosa in più martedì dopo il vertice fissato ad Arcore. Ma tutto sembra confermare l’intenzione del Carroccio di stringere la mano al Pdl.

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