Transazioni commerciali, interessi legali moratori all’8,75%: il pagamento adesso entro trenta giorni

i nuovi termini per le transazioni

 

Il decreto legislativo 192 del 2012, il quale che recepisce la direttiva Ue 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali tra imprese e tra Pubbliche Amministrazioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 novembre 2012 , ha dato attuazione alla delega conferita al Governo con l’articolo 10 della legge n. 180 del 2011 (Statuto delle imprese). Vengono così fissati termini rigorosi i per la decorrenza degli interessi moratori nelle transazioni commerciali.

Il termine massimo per i pagamenti di rapporti commerciali tra imprese e con la P.A. viene drasticamente ridotto a 30 oppure, in casi particolari a 60 gg. Nelle transazioni commerciali in cui il debitore è una Pubblica Amministrazione, è possibile pattuire un termine per il pagamento anche superiore ai trenta giorni, ma soltanto ove risulti giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione. Il termine di pagamento, in ogni caso, non potrà eccedere i sessanta giorni.

Sempre in tema di termini di pagamento, si evidenzia che l’eventuale clausola contrattuale con la quale le parti intendano predeterminare o modificare la data di ricevimento della fattura incorrerebbe nella sanzione della nullità, rilevabile d’ufficio.

Se la P.A. oppure l’impresa non provveda al pagamento, superato il termine sopra indicato, la normativa prevede un significativo aumento degli interessi legali moratori che vengono fissati in una percentuale pari al 8 % del tasso fissato dalla BCE per le operazioni di finanziamento e quindi si arriva ,ad oggi, tenuto conto del tasso pari all’0,75 % al complessivo interesse moratorio pari all’8,75 % annuo ad una cifra intorno al 10 % .

Il dato importante è che tali interessi, poiché legali-moratori, maturano automaticamente e quindi chi agisce può pretenderli anche in via giudiziale.

E’ un sistema per scoraggiare le imprese a non pagare nei termini i beni e servizi richiesti e quindi in tal modo danneggiare l’altra impresa commerciale la quale non riusciva ad incassare gli importi in termini certi ;non solo ma stante la lunghezza dei processi, spesso capitava che il mancato pagamento diveniva un autofinanziamento della impresa, che riteneva più utile impegnarsi in un processo civile lungo che privarsi di una immediata liquidità per pagare il debito.

In pratica è partita una normativa d’inasprimento dei tassi di interessi legali per scoraggiare dilazioni e mancati pagamenti di prestazioni e rendere quindi più rapido l’incasso degli importi spettanti.

Importante sarà anche la modifica che colpirà la Pubblica Amministrazione, la quale dovrà in tempi rapidi riorganizzarsi per evitare di dover pagare importi maggiori per l’inerzia del proprio personale con nuovi e più veloci strumenti di impegni di spesa e liquidazione fatture.

Sul punto, tuttavia, senza una responsabilità personale dei Funzionari per colpa, laddove non liquidino le fatture nei termini e quindi aggravino la situazione della P.A. l’effetto distorsivo dei conti pubblici cagionerà un danno per ritardati pagamenti ,che secondo la consuetudine attuale, appare difficile da sconfiggere.

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