Il Comitato “Un Sorriso per Sofia” stoppa gli sciacalli: “in giro parecchi salvadanai anche non autorizzati, riconsegnare al più presto quelli autentici”. Intanto la bimba sta proseguendo la riabilitazione negli Stati Uniti 

la famiglia di Sofia e il prof. George Picetti negli Stati Uniti

Ufficialmente conclusa la raccolta fondi con i salvadanai per aiutare la piccola Sofia Siligato. Lo ha reso noto ieri il presidente del Comitato “Un Sorriso per Sofia”, Antonio Faraci.

La bambina taorminese di 3 anni è stata operata di recente con successo negli Stati Uniti per sconfiggere una grave forma di scoliosi.

Mentre la bambina sta muovendo a Sacramento i suoi primi passi dopo l’intervento e ha iniziato la sua lunga riabilitazione, purtroppo sono entrati nei comuni jonici in azione alcuni “sciacalli” intenti a farsi donare impropriamente somme di denaro o, peggio ancora, c’è persino chi si è presentato in una pasticceria dell’hinterland con un cartellino falso e ha portato via un salvadanaio spacciandosi per un membro del gruppo di sostegno alla famiglia Siligato.

“E’ terminata la raccolta con i salvadanai”, rendo noto Faraci, presidente del Comitato che è l’unico sodalizio preposto e legittimato ad effettuare le iniziative di raccolta che sono brillantemente giunte ad oltre quota 160 mila euro in due mesi.

“In circolazione – ha affermato Faraci – ci sono parecchi salvadanai anche non autorizzati, quindi preghiamo tutti i concessionari che hanno ricevuto da noi i salvadanai di riconsegnarli al più presto perchè dobbiamo chiudere la contabilita’ e pagare la rimanente somma all’ospedale a Sacramento. Vi prego di segnalarmi tutti salvadanai che vedete nei negozi, nelle fiere, nei bar, nei luoghi pubblici più disparati, insomma ovunque; non possiamo permettere che qualcuno speculi e lucri sfruttando il nome di Sofia. Grazie per la vostra collaborazione”.

Come detto, l’intervento eseguito dall’equipe medica diretta dal prof. George Picetti ha scongiurato il rischio di paraplegia per la bimba che potrà avere una vita normale. Proprio il luminare ha contattato in questi giorni di festività i genitori di Sofia, Davide e Martina, che si trovano ancora negli Stati Uniti per proseguire il percorso di riabilitazione. della piccola Sofia. E Picetti ha voluto trascorrere la serata di Capodanno insieme alla famiglia Siligato.

Ecco cosa ha scritto nelle scorse ore dall’America il padre di Sofia, Davide Siligato.

“Carissimi amici voglio farvi partecipare ancora una volta a questa meravigliosa storia di Natale che si prolunga in veri episodi di amore dove ancora una volta si vede la bonta di questo meraviglioso chirurgo italiano e della nostra piccola sofia che ha rapito il cuore di tutti.

Era il 31/12/2012 arriva una telefonata verso le 09:00 del mattino era il prof. picetti che chiede di sofia, sii. chiede propio lui con un interesse incredibile. (mi stupisco perche’ non ero abituato prima, anzi facevamo i salti mortali per poter comunicare con i medici.) Poi con molta discrezione chiede se avevamo preso impegni per la cena del 01/01/2013… Noi rispondiamo di no! Lui allora dice: mi farebbe piacere se venite a cena a casa mia insieme alla mia famiglia, cosi presenterò loro la principessina Sofia. Ed eccoci a casa sua appuntamento alle 17:00 in punto, presentazioni aperitivo all’italiana e poi la cena…

Con grande sorpresa scopro che lui e i suoi tre figli sono appassionati di pesca al salmone e che il salmone servito era preda della figlia carolina, poi ottimo vino e per finire espresso e dolci.

Abbiamo tanto parlato insieme alla nostra indispensabile e meravigliosa amica roberta russotti, che senza la sua tenacia non saremmo sicuramente arrivati ad avere contatti con l’ ospedale, lei ci ha sempre accompagnati nei momenti più difficili e continua a farlo ancora oggi, il prof. ci racconta ancora una volta dell’intervento fatto e delle sue difficolta durante l’esecuzione e li ancora una volta la commozione nel volto di tutti compresa la sua meravigliosa e ospitale famiglia,lui e veramente un’ottimo padrone di casa e cuoco.

Siamo felici di aver trovato un angelo come lui che veramente prende a cuore tutti i suoi pazienti. La strada di sofia e ancora lunga, deve superare questo momento difficile di ripresa, abituarsi alla sua nuova postura e a recuperare la muscolatura che prima non riusciva a usare per la grave situazione che si era creata.

Grazie, ancora 1000 volte grazie a tutti quanti, al nostro signore Gesù che ha guidato la mano di questo meraviglioso professionista.

Un saluto a tutti gli amici che ormai vi considero come la mia famiglia, siete unici nel sostenerci in questo difficile cammino”.

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