Fisco sempre più implacabile: arrivano altre tre nuove tasse. Gli incubi si chiamano Tares, Ivie e Tobin Tax. A ricordare tutti i rincari del governo Monti vengono i brividi: e non è finita qui. Dopo le urne altra stangata?

Mario Monti vuole stangare ancora gli italiani

L’incubo non è finito. Con il nuovo anno arrivano tre nuove imposte previste dal governo Monti: la Tares (nuova tassa sui rifiuti), l’Ivie (imposta sugli immobili all’estero) e la contestata Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie). Con queste nuove tasse, associate all’aumento di un punto dell’aliquota massima dell’Iva dal 21% al 22% a partire da luglio, la pressione fiscale sugli italiani arrivera’ al 45,3%.

La Tares, che sostituisce la vecchia Tarsu e assorbe anche la tariffa per l’igiene ambientale, si paghera’ a partire da aprile e incidera’, secondo le associazioni dei consumatori, in media per circa 80 euro a famiglia. L’importo sara’ calcolato in base alla dimensione dell’immobile e sara’ a carico del residente, non del proprietario.

La Tobin Tax partira’ invece dal primo marzo e si applichera’ ai ‘trasferimenti di azioni e titoli partecipativi’. Il prelievo sara’ pari allo 0,1% sugli scambi sui mercati regolamentati e dello 0,2% per quelli sui mercati non regolamentati, gli ‘over the counter’ (Otc). Per il 2013 l’importo sara’ rispettivamente dello 0,12% e dello 0,22% per compensare lo slittamento a marzo. Prelievo fisso invece per i derivati e norme ad hoc per le negoziazioni ad ”alta frequenza”.

Scatta da subito infine l’Ivie, l’imposta da pagare sul valore degli immobili situati all’estero che e’ pari al 7,6 per mille del valore della casa come risulta dall’atto d’acquisto o dal contratto. Il Governo ha stimato per questa imposta un incasso di 98 milioni di euro all’anno.

Tasse e rincari nell’agenda del professor Monti fanno parte di una logica politica che dice di voler “pacificare” la situazione in Italia e far quadrare i conti, ma sembra piuttosto avere la sua ragione nel mantenimento dei privilegi e nella difesa degli interessi di quegli speculatori che hanno acquistato titoli pubblici italiani inflazionati dallo spread, che guarda caso – con la discesa (pardon “salita”) di Monti in politica – è sceso sotto la soglia dei 300 punti.

Così, mentre gli italiani soffrono e devono pagare la burocrazia e le spese di uno Stato sprecone, c’è comunque chi si arricchirà con i soldi pubblici e i proventi fiscali. Del resto, l’UE a cui fa capo il Governo Italiano (ormai la sovranità è solo un mero esercizio retorico), ha finanziato negli ultimi anni il sistema bancario in crisi con una bella sommetta: 4500 miliardi di euro affinché si salvasse dal tracollo finanziario che le banche stesse hanno causato.

Ma andiamo oltre e vediamo una rapida carrellata di esempi emblematici e impietosi di quali regali ci ha confezionato il Governo Monti. Un escursus per non dimenticare che i conti dell’Italia non erano indubbiamente floridi ma non è dissanguando gli italiani che si risana tutto, impoverendo sino ai minimi storici le tasche dei contribuenti in un clima di recessione.

Il canone Rai è aumentato di 1,5 euro. Praticamente ora il suo costo è di € 113,50. Non una gran cifra, per carità: ma aumentato per cosa? Per quali programmi di alto livello? Fatichiamo a ricordarcene qualcuno.

Poi le poste più salate. Spedire una prioritaria costerà ben 70 centesimi (10 cent in più rispetto ad oggi). La lettera media standard passa da 1,40 euro a 1,90 euro. Per le spedizioni fino a 50 grammi, si passa da 1,50 a 2,10 euro. Le raccomandate (fino a 20 grammi) da 3,30 a 3,60 euro. Per quelle fino a 100 grammi si arriverà a 4,95 euro.

E che dire del Banco Posta. Qui è davvero uno scempio. Per i correntisti di Banco Posta, il canone annuo di conto corrente salirà a 48,00 euro, contro i 30,99 precedente.

Ci sono poi i caselli delle autostrade. L’aumento previsto è mediamente del 3% già dal 1 gennaio. Con punte del 12 e del 14% in Veneto e Valle d’Aosta (+30% negli ultimi 24 mesi). E qualcuno dovrebbe fare un giro in Sicilia per comprendere le condizioni in cui versano le autostrade, a fronte di quanto costa invece il transito all’utente. 

Le multe sono sempre più salate. La guida senza cintura o con il telefonino all’orecchio, ovvero per eccesso di velocità, stanno assumendo costi record. Adeguamento Istat e non per un contrasto agli “incivili”.

Conti correnti di società e buoni fruttiferi. L’imposta di bollo passera dagli attuali € 73,80 ai 100 euro tondi tondi. Per i buoni fruttiferi di importo superiore ai 5000 euro, l’imposta è fissata in un’aliquota di 0,15%. Per quelli di importo inferiore si ha l’esenzione.

E fin qui i rincari, che non tengono conto dei carburanti il cui costo è altalenante, ma con un trend sempre negativo per i consumatori, che vedono il prezzo alla pompa sempre in salita e mai in discesa. Attualmente il prezzo del carburante si attesta tra 1,70 e 1,80 al litro, di cui la maggior quota è costituita dalle accise.

Ad “allietare” il nostro 2013 ci penserà, come detto sopra, nuovamente l’Imu, per la quale sono previsti rincari, e poi la nuova creatura del Governo Monti: la Tares e la Tobin Tax (o tassa sulle transazioni finanziarie) e l’Ivie, la cosiddetta Imu per le case possedute all’estero.

Finirà qui la stangata? Qualcosa ci fa temere di no. Il valore del patrimonio degli italiani è più del doppio rispetto al debito pubblico. Praticamente si aggira intorno ai 5000 miliardi di euro. Perciò c’è ancora da spremere nel limone: e l’Europa e i banchieri amici del professor Monti lo sanno perfettamente.

Dunque il prossimo governo (Bersani o Monti, o più probabilmente Bersani-Monti) avrà questo compito: spremere ancora (patrimoniale?), finché dai limoni italiani non uscirà pure il sangue. Naturalmente i privilegi della politica e degli apparati burocratici rimarranno intatti. Per loro il sacrificio sarà puramente retorico. Assolutamente virtuale.

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