“Reato imprescrittibile” dal 1 gennaio in Svizzera. Ora ritenuto genocidio, crimine contro umanità e terrorismo

Svizzera dichiara “guerra” alla pedofilia

A partire dal primo gennaio di quest’anno il reato di pedofilia in Svizzera diventa imprescrittibile, alla stregua dei crimini contro l’umanità, del genocidio e degli atti terroristici. Finora invece le vittime di abusi sessuali (intesi come quelli su fanciulli ‘impuberi’) avevano un limite di tempo (fino ai 25 anni) per sporgere denuncia ed intraprendere un’azione legale, pena la prescrizione.

La modifica di legge – ricorda il sito di Swissinfo – è il frutto di un’iniziativa popolare lanciata nel 2004 dall’associazione Marche Blanche. Il testo, munito di 120mila firme valide, era stato sottoposto a votazione popolare nel 2008 e accolto dagli svizzeri, un po a sorpresa, col 51,9 per cento dei voti. L’iniziativa di Marche Blanche era stata combattuta da governo e parlamento e dalla maggioranza dei partiti svizzeri, perché ritenuta controproducente, sproporzionata e di difficile applicazione .

Le nuove disposizioni si applicheranno anche ai reati commessi prima del 30 novembre 2008, ma non ancora caduti in prescrizione. Secondo una recente indagine condotta nel canton Lucerna dalla chiesa cattolica locale, tra il 1930 e il 1970 negli istituti per bambini le punizioni, i maltrattamenti e gli abusi sessuali erano all’ordine del giorno.

Sui 54 alunni interrogati, oltre la metà hanno riferito casi di violenza sessuale. Nonostante il cambiamento di legge, queste vittime non potranno mai portare il loro caso in un’aula di tribunale.

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