Donna inglese scaraventata a terra e scippata lungo la via Bongiovanni-Pescatore: già segnalati nello stesso sentiero anche un tentato stupro e atti di autoerotismo 

il sentiero Bongiovanni-Pescatore

Uno dei più frequentati sentieri di Taormina diventa strada della paura. Alla vigilia di Capodanno un episodio criminoso ha interessato la via Bongiovanni-Pescatore, da qualche tempo finita nel mirino di balordi. Una signora straniera con nipotina, è stata brutalmente aggredita.

Il malvivente, con un foulard che copriva il viso e vestito con un maglione rosso, in questo caso, ha gettato la donna a terra procurandole alcune escoriazioni ma soprattutto facendo vivere momenti da incubo alla vittima e alla nipotina, scioccata dall’accaduto. A prestare i primi soccorsi ed aiutare la straniera e la ragazzina è stata un’anziana residente in zona.

L’aggressore ha portato via la borsa della signora, rubandole soldi e documenti. In merito a quanto accaduto la signora ha sporto denuncia. Non è la prima volta che si verificano gravi fatti del genere in via Bongiovanni-Pescatore, panoramica percorso immerso nel verde e nel silenzio, che collega Taormina centro con la zona a mare.

In precedenza, a quanto risulta, sarebbero avvenuti tentativi di violenza sessuale, atti di esibizionismo e altri scippi.

In particolare una donna di mezza età che praticava jogging transitando da questo sentiero è stata aggredita, qualche tempo fa, da un malintenzionato che l’avrebbe parzialmente denudata, e da quel momento, comprensibilmente provata da quanto successo, la vittima di questo episodio non intende più transitare da quelle parti. E sempre nella “Bongiovanni-Pescatore” un uomo, dopo aver visto alcune donne che percorrevano il sentiero, avrebbe praticato di fronte alle stesse atti di autoerotismo.

Si tratta di soggetti diversi che entrano in azione nella stessa strada? O c’è qualche maniaco che ha preso di mira questo sentiero?

I residenti auspicano maggiori controlli, chiedendo che venga collocata qualche telecamera in questi sentieri, attraverso cui controllare meglio chi percorre queste aree naturalistiche e per scoraggiare quindi i raid di questi delinquenti e pervertiti.

Soggetti che compiono atti del genere ai danni di una donna – diciamolo chiaramente, oltre i facili moralismi e con buona pace degli “innocentisti” – andrebbero puniti con i metodi di un tempo, quelli che già durante l’arresto davano modo al soggetto in questione di capire che è meglio non riprovarci. Si sa che la realtà è fatta, però, oggi di leggi “camomilla” che poi vanificano e mortificano anche l’attività investigativa delle Forze dell’Ordine.

Ad ogni modo, l’ausipicio è che nel caso specifico venga fermata al più presto questa spirale di aggressioni: casi che sin qui sembravano isolati, e che iniziano invece a diventare frequenti. Imbattersi nei sentieri ora fa paura.

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