Il Cavaliere esclude Monti dalla corsa a Palazzo Chigi: “premier senza credibilità diventato un protagonista del teatrino della politica. Io sono sempre stato lineare…”

Silvio Berlusconi

Per Silvio Berlusconi, Mario Monti ora è un “superficiale senza alcuna credibilità” e l’avversario vero del leader del Pdl non è il professore ma Pierluigi Bersani definito un “vecchio protagonista” che viene dall’ideologia comunista.

Il premier Monti è diventato un “protagonista del teatrino della politica, a cui ha contribuito abbondantemente negli ultimi giorni”. Parlando a Sky24, attacca anche l’analisi di Monti sui cambiamenti di opinione di Silvio Berlusconi affermando che “è del tutto superficiale”: “non sono qui per criticarlo, ma quello che dice non ha credibilità nei confronti degli italiani, che sono consapevoli che aveva promesso al capo dello Stato di non diventare protagonista della politica e l’aveva promesso a me e a tutti italiani. Ora ce lo ritroviamo lì, a fare il capo della coalizione, con dei compagni di viaggio che ve li raccomando”.

“Quando ho partecipato al consiglio del Ppe, Monti è stato invitato. Il Presidente ha chiesto se non avrebbe potuto continuare per l’Italia e io con eccessivo spirito di generosità dissi che io ero proposto come candidato, ma che se Monti avesse accettato di mettere insieme tutti i partiti di centrodestra, mi sarei tirato indietro”, ha sottolineato ancora Berlusconi.

“Questa cosa l’avevo fatta anche riguardo a Casini, che diceva che si sarebbe ricongiunto con i moderati con un mio passo indietro. Perché è fondamentale che i moderati stiano assieme? Perché sono la maggioranza se stanno uniti, ma se si toglie via qualcuno i moderati possono diventare minoranza: c’è sempre stata la mia assoluta linearità di comportamento, è Casini che non è venuto e io sono tornato” e “lo stesso” si è verificato “con Monti”.

E dopo aver attaccato il professore, il leader del Pdl ha affermato che Monti non è “assolutamente il mio avversario politico, se mi si fanno domande su di lui rispondo” ma “il nostro avversario è sempre comunque quel partito che viene dall’ideologia comunista” e dunque Bersani che “era già protagonista anni fa”.

Poi la dichiarazione che apre anche a nuovi scenari post-voto: “Non è detto che io debba essere per forza il presidente del Consiglio” in caso di vittoria alle elezioni.  Il Cavaliere ha ricordato che il Porcellum prevede “che si indica il leader della coalizione” ma “la legge si ferma lì”. “Il mio partito – ha aggiunto – potrebbe anche non indicare il mio nome”.

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