Nota di Palazzo Chigi sui risultati del governo Monti: “spending review no alle sirene delle lobby, no passi indietro. Non ci saranno altre manovre. Ora si potrà ridurre l’attuale pressione fiscale di almeno un punto”

Mario Monti promette che non ci saranno altre tasse

«L’obiettivo è ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per darerespiro alle fasce più deboli». Arriva da Palazzo Chigi, in una lunga nota, l’analisi di un anno di governo Monti, con un significativo capitolo dedicato agli obiettivi alla vigilia del voto del 24-25 febbraio che vedrà il premier in campo.

Otto punti, dallo spread al miglioramento dell’economia per illustrare l’azione dell’esecutivo guidato da Monti, l’ufficio stampa e il portavoce hanno realizzato un documento, “Analisi di un anno di governo”, pubblicato sul sito del governo. La nota parte da un disamina dei dati economici dell’Italia prima che Monti prendesse le redini del governo, con un’attenzione particolare al dato del differenziale del tasso di interesse dei titoli di stato italiani con i bund tedeschi.

«Ridurre le tasse di un punto». «L’obiettivo è di ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per dare respiro alle fasce più deboli» scrive il governo, sostenendo che bisogna completare la delega fiscale: la non approvazione «lascia una lacuna da colmare al più presto».

«Spending review, no alle sirene delle lobby, niente passi indietro». «Sulla spending review non bisogna fare passi indietro e soprattutto non bisogna cedere alle sirene delle lobby e di chi non vuole rinunciare ai propri privilegi» scrive il governo sostenendo che «l’azione è appena iniziata: non è ragionevole un cambiamento epocale in un tempo così ristretto».

«Servizi locali scadenti. Separare Banco-Posta e Poste italiane». «Un settore in cui sui avverte la necessità di aprire alla concorrenza – scrive il governo – sono i servizi pubblici locali» gestiti in gran parte in modo diretto con un risultato di «un servizio spesso scadente che pagano i cittadini e le stesse amministrazioni». L’esecutivo chiede interventi sulla distribuzione dei carburanti, fermata dal Parlamento, e propone la separazione tra Banco-Posta e Poste italiane.

Sui servizi locali il governo afferma che «prendendo atto dell’esito del referendum corre investire ancora, e molto, nel comparto delle risorse idriche e nei settori in cui ci sono maggiori spazi di apertura alla concorrenza: i trasporti pubblici e i rifiuti». Nel capitolo liberalizzazioni, dopo aver ricordato le misure adottate, il governo non nasconde il disappunto sul fatto che «per il settore della distribuzione dei carburanti la proposta del governo, che prevedeva la possibilità di aggregazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, è stata cancellata durante la conversione in Parlamento. Per rimuovere ogni vincolo all’apertura di nuovi impianti di distribuzione dovranno essere vietati tutti gli obblighi asimmetrici (ad esempio la dotazione di impianti fotovoltaici e di videosorveglianza) e le limitazioni alla localizzazione degli impianti completamente automatizzati».

Viene affrontato anche il capitolo banche e assicurazioni: «Anche qui sono i cittadini i primi a pagare le conseguenze della mancata attuazione delle riforme. Nel settore bancario bisogna pensare alla separazione tra BancoPosta da Poste Italiane per sottrarci alle preoccupazioni concorrenziali che riguardano l’abbinamento effettuato dagli intermediari finanziari delle polizze assicurative ai contratti di finanziamento».

«Nel settore assicurativo – prosegue poi l’analisi – il governo è a buon punto. Ma la disciplina delle clausole anticoncorrenziali nella responsabilità civile auto deve essere integrata e completata. Dobbiamo impedire che si instaurino rapporti di esclusiva tra compagnie e agenti e rimuovere gli ostacoli alla collaborazione tra gli intermediari che appartengono a differenti reti distributive.

«Riforma avvocati, pressioni poderose». «Mancano all’appello una riforma completa dell’accesso alla professione forense e soprattutto le società tra professionisti» afferma il governo, mettendo in risalto che «purtroppo le pressioni opposte e contrarie al tentativo di aprire ai giovani e rendere il mercato dei professionisti più aperto, meritocratico e competitivo sono state poderose».

«Ridotto il rischio di ulteriori manovre». «La stabilizzazione dei conti pubblici e il calo dei tassi di interesse riduce fortemente il rischio di ulteriori manovre nel futuro» afferma il governo, indicando questo come uno degli effetti concreti del fatto che «a poco più di un anno dal momento più drammatico della crisi, si può dire che le prospettive per il futuro sono migliorate in modo significativo».

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