Placet del Consiglio comunale al pre-dissesto: avviata procedura per il riequilibrio finanziario in dieci anni

l’iter per il pre-dissesto dovrà essere vagliato dalla Corte dei Conti

Il Consiglio comunale, riunitosi nelle scorse ore in seduta straordinaria, ha approvato la proposta di delibera che sancisce per il Comune di Taormina il pre-dissesto, attraverso l’avvio della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. L’atto è stato esitato dal Civico consesso all’unanimità nella serata di sabato e ha dato cosi il via ad un iter che sarà operativo sin dai primi giorni di gennaio.

“La delibera che si è reso necessario proporre ed approvare – ha spiegato in aula il sindaco Mauro Passalacqua – nasce da fatti ormai conosciuti a tutti ed in particolare a causa delle ennesime “aggressioni” subite da questo Comune in merito al lodo Impregilo e sull’ex pretura. Fatti di parecchi anni fa ma che la giustizia, cronometrando perfettamente i tempi, ha deciso di risolvere in questi giorni. Sono arrivate, di fatto, due ulteriori “legnate” al Comune ed è chiaro che la situazione è pesante, nonostante sia stato fatto in questi anni un lavoro non indifferente per fronteggiare i contenziosi vari e i debiti in essere per circostanze che risalgono in qualche caso anche a trenta anni fa.

Favorevolmente all’attivazione di questa procedura si è anche espresso il Collegio dei Revisori, “al fine di evitare il dissesto finanziario attraverso l’opportunità del decreto salva-enti”. Non appena gli uffici di Palazzo dei Giurati e le componenti politiche avranno elaborato il piano economico, bisognerà poi tornare ad affrontare in Consiglio comunale i dettagli dell’atto di riequilibrio, che andrà sottoposto all’esame della Corte dei Conti ed al Ministero dell’Interno. A questi uffici, unitamente anche al Ministero delle Finanze, verrà chiesto di proporre “l’adozione di un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, per gli eccezionali motivi d’urgenza, per un’anticipazione sul fondo di rotazione”.

Nei prossimi due mesi si dovrà, insomma, predisporre un piano che ipotizzerà di andare a “spalmare” in dieci anni, entro l’anno 2023, il ripianamento della pesante situazione debitoria in cui versa al momento la casa municipale taorminese. La spinta decisiva verso quella che è diventata una scelta obbligata è coincisa con il pignoramento notificato giovedì scorso al Comune e nuovamente riguardante l’ex pretura per il mancato pagamento di vecchi lavori a suo tempo avvenuti al Palacongressi. Una soluzione inevitabile quella adottata dal Comune, in quanto il Tribunale di Taormina ha riconosciuto ad una società privata “la somma di Un milione 480 mila euro”. E dopo Capodanno, a questo punto, si avrà anche la già preannunciata notifica dell’ordinanza con la quale sempre il Tribunale di Trappitello ha assegnato nei giorni scorsi ad Impregilo l’esecutività di una sentenza che prevede il prelievo dalle casse municipali di ben 25 milioni di euro. La situazione finanziaria del Comune taorminese è complessivamente precipitata con una sequenza interminabile di ordinanze e dispositivi ingiuntivi. Richieste di pagamento in molti casi milionarie.

“Sono state notificati atti di pignoramento per un ammontare complessivo di 2 milioni 681mila euro e sussistono debiti fuori bilancio riconosciuti e da riconoscere per complessivi 46 milioni di euro”. L’avvio dell’iter per l’accesso al fondo ministeriale atto a ripianare i debiti consentirà ora la sospensione delle procedure esecutive nei confronti dell’ente ma significa anche che il Comune dovrà prepararsi ad effettuare una concreta spending review.

L’anticipazione di cassa che farà il Ministero sarà un prestito da restituire nell’arco dei dieci anni e perciò andranno create le condizioni per sostenere tale impegno, tagliando tutte le spese superflue e gli sprechi in essere attualmente, e da troppi anni ormai, in municipio.

© Riproduzione Riservata

Commenti