Il comico genovese taglia il traguardo degli 80 anni: “chi sono i Fantozzi di oggi? Si conciano come Balotelli”

Paolo Villaggio

Paolo Villaggio compie 80 anni e per l’occasione il comico genovese prova a ricercare, idealmente, i nuovi Fantozzi nell’Italia odierna.

Villaggio, con quei suoi modi burberi ma in fondo sempre schietti, dice che d’altronde è questa la domanda gli viene rivolta ogni giorno dalla “gente comune”.

E parte dagli anni Settanta, con un viaggio all’indietro nel tempo, quando cominciò la saga che lo ha reso famoso: “i Fantozzi di quegli anni si vestivano nelle maniere più disparate: spigati siberiani, pantaloni ascellari, cappotti che rendevano difficile le entrate e le uscite negli ascensori (molti dovevano quasi denudarsi per raggiungere il posto di lavoro). Avevano tutti degli odori diversi: di conigli, topi grigi e di cani bagnati in una giornata di pioggia. In ascensore, degli aliti come se avessero appena tracannato una tazza di merda”.

Invece i Fantozzi di oggi sono questi: “Quelli di adesso sono lampadati nei solarium dal barbiere sotto casa. Hanno capelli a riccio, alla Balotelli, orecchini ad anello: quattro o cinque per orecchio, piercing sulla lingua, tatuati definitivamente come tutti i calciatori italiani e stranieri. Ovviamente tutti hanno comperato in centri specializzati i jeans stracciati sulle ginocchia, alle volte unghie con i colori dell’arcobaleno, con ascelle sudate devastanti. Sono tutti “presenzialisti” e vanno nel mese d’Agosto a lbiza a vedere i vip, credendo di farne parte. Con quelli di un tempo hanno in comune degli aliti tipo fogna di Calcutta nella stagione monsonica”.

Quali sono i desideri di Villaggio? “Andare nella mia casa in Corsica con Penelope Cruz che è di una simpatia atroce. Oppure con Mario Monicelli, che purtroppo non c’è più, o con il mio fratello gemello Piero che è un grande matematico, vive negli Stati Uniti, e sono 4 anni che non lo vedo”.

Con lui, Paolo Villaggio festeggerà il compleanno ma, in ritardo, nel 2013. “Venerdì 18 gennaio a Palazzo Tursi, a Genova, dove sono nato, ci sarà una grande festa con 100 invitati. Parteciperanno Paolo Fresco, Renzo Arbore, Giuliano Montaldo, Dori Ghezzi, Gino Paoli e, incredibile a dirsi, Renzo Piano che non va mai a nessun evento e che ci lusinga con la sua presenza. Visto che ci sono molti anziani farei un anticipo di commemorazione mia, di mio fratello e di una quarantina di persone che mi sembrano cagionevoli di salute. Se la prendi per il verso giusto, è un’occasione perché sarà l’ultima volta che ci vediamo in cento”, racconta Villaggio che è indeciso sull’abito da indossare. “Non so se mettere un cappottone di pelliccia oppure mi vesto come Silvio Berlusconi. Mio fratello che crede di essere del 1933 e invece siamo nati a due ore di distanza, il 30 dicembre del 1932, è capace di venire in sandali con i jeans strappati come i giovani Fantozzi di oggi. Ha l’arroganza di Marchionne che ha cento maglioni e viene sempre vestito male”.

“Non sopporto le emozioni, devo fingere i sentimenti e non sono mai riuscito a piangere in vita mia, forse per autocontrollo”, spiega Villaggio che quest’anno ha ricevuto il Premio Gogol per aver creato il personaggio di Fantozzi e vanta riconoscimenti come il Leone d’Oro alla carriera, il Pardo d’Onore e il David di Donatello.

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