Stasera una seduta urgente di Consiglio per avviare la procedura di riequilibrio finanziario e adesione al fondo ministeriale: ancora un pignoramento sull’ex pretura, deficit a quota 50 milioni. Raneri: “ora devono emergere le fonti del debito. Ricercare responsabilità del disastro”

il Comune di Taormina vuole accedere al fondo “salva-Comuni”

Seduta straordinaria di Consiglio comunale stasera a Palazzo dei Giurati. La casa municipale dichiarerà, infatti, il pre-dissesto attraverso l’avvio della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. Il Comune dovrà, dunque, ricorrere alla legge “salva Comuni” per evitare di precipitare subito nel baratro del dissesto finanziario. Si tratta di un iter che dovrà, comunque, essere sottoposto all’esame del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti.

A rendere di fatto inevitabile questa decisione è stato l’arrivo nelle scorse ore dell’ennesimo atto ingiuntivo nei confronti del forziere comunale. Ancora un pignoramento e nuovamente riguardante l’ex pretura: stavolta il Tribunale di Taormina ha riconosciuto ad una società – la “Progetto R” – “la somma di Un milione 480 mila euro”. Questa ennesima procedura esecutiva arriva mentre il Comune attende la notifica dell’ordinanza con la quale sempre il Tribunale di Trappitello ha assegnato nei giorni scorsi ad Impregilo l’esecutività di una sentenza che prevede il prelievo dalle casse municipali di ben 25 milioni di euro.

Gli uffici di Palazzo dei Giurati hanno predisposto ieri una nota propedeutica all’avvio della procedura, premettendo che “sono stati notificati atti di pignoramento per un ammontare complessivo di 2 milioni 681mila euro e sussistono debiti fuori bilancio riconosciuti e da riconoscere per complessivi 46 milioni di euro”. Pertanto è stata “accertata l’impossibilità di procedere al ripianamento dei debiti fuori bilancio”. La situazione “pone il Comune nelle condizioni di dover ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale”.

E così verrà richiesto al Ministero dell’Interno, di concerto con quello alle Finanze, di proporre “l’adozione di un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, per gli eccezionali motivi d’urgenza, per un’anticipazione sul fondo di rotazione”. La proposta è di “dichiarare l’atto immediatamente esecutivo, stante l’urgenza di provvedere”.

LO MONACO: “SITUAZIONI ANOMALE”. “Chiederemo l’accesso al fondo ministeriale per ripianare i debiti – spiega il direttore generale del Comune, l’avv. Michelangelo Lo Monaco – e di conseguenza ciò consente la sospensione delle procedure esecutive nei confronti dell’ente. Ciò darà modo di predisporre un piano di rientro pluriennale, che si estenderà in 10 anni, e potranno essere effettuate delle transazioni con i creditori. Ad ogni modo ci troviamo di fronte a tante, troppe, situazioni “anomale” che stanno mettendo in ginocchio il Comune di Taormina, nonostante il lavoro che è stato fatto negli anni recenti per salvare l’ente dalle situazioni pregresse in essere e sebbene questo Comune abbia avuto la meglio in alcune cause. Eppure ciò sembra non bastare. Il Ministero mette a disposizione un mutuo per la copertura del debito. Certamente si dovrà provvedere al contenimento della spesa ed anche valorizzare gli immobili del patrimonio comunale”.

RANERI: “RICERCARE LE RESPONSABILITA'”. “Il Consiglio comunale – dichiara il presidente del Civico consesso, Eugenio Raneri – aveva già richiesto questa procedura a seguito del parere dei Revisori dei Conti, che oggi è stata intanto convertita in legge, fermo restando che è arrivato ora l’ennesimo “regalo” al Comune con una sentenza che andrà analizzata per capire da dove proviene questo debito e cosa è stato fatto dal legale incaricato per la vicenda in oggetto.Saranno rigidi, per forza di cose, i tempi per l’attivazione del piano di riequilibrio che avverrà poi nell’arco di dieci anni e sicuramente impegnerà subito la Prima commissione sugli indirizzi che dovranno osservare i competenti uffici al fine di stabilire i criteri dell’iter di rientro. La grande amarezza è che sin dall’Amministrazione D’Agostino avevo evidenziato in Consiglio lo stato finanziario estremamente preoccupante dell’ente, e per quanto discusso e fatto rilevare non c’è stato recepimento nè dalla dirigenza nè dal “plurisecolare” assessore alle finanze e contenzioso. Ed in tal senso andranno ricercate responsabilità ben precise, sia di indirizzo politico che gestionale, perchè il suiccessivo atto ricognitivo farà emergere le fonti del debito, per cui chi sino ad oggi ha fatto finta di non capire quel che ha scritto più volte e per più anni la Corte dei conti, oggi dovrà prendere atto della realtà. E’ venuto alla luce con estrema chiarezza ed in maniera incontrovertibile quello che le Amministrazioni del tempo hanno sottovalutato e non hanno applicato per tempo, cioè misure correttive e un controllo serrato nei confronti di chi e quanti erano chiamati a difendere il Comune”.

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