Berlusconi voleva tornare a “Porta a porta” ma la Rai dice no. Dg Gubitosi: “si autoinvita, quelli del Pdl hanno già eroso i loro spazi”. Alfano: “hanno sbagliato i conti”

Silvio Berlusconi sempre più all’assalto di spazi mediatici

 

“Non è stata accettata la richiesta di Silvio Berlusconi di partecipazione a una puntata in prima serata di Porta a porta e non ha avuto seguito la sua richiesta di partecipare a una rubrica sportiva”. È quanto scrive il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, in una lettera inviata al presidente della commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, nella quale fa riferimento anche al fatto che il Cavaliere “ha approcciato direttamente” reti e testate per chiedere di essere ospitato in trasmissioni televisive.

È polemica sull’esondante presenza di Berlusconi in Tv. Secondo la Rai sarebbe lo stesso Cavaliere ad autoinvitarsi, chiedendo direttamente spazi per interviste, tali da erodere la maggior parte degli spazi destinati al Pdl. Questa la posizione di Gubitosi, mentre Antonio Di Pietro presenta un esposto all’Agcom, Angelino Alfano sostiene che “la Rai ha sbagliato i conti e il Pdl è in credito”, e Daniela Santanchè denuncia una “prepar condicio contro Berlusconi perché fa paura”.

Il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha richiamato reti e testate “a garantire il pluralismo e l’equilibrio nella presenza delle diverse forze politiche all’interno dei programmi di approfondimento informativo”. Il messaggio è contenuto in una lettera del dg inviata al presidente della commissione parlamentare di Vigilanza, Sergio Zavoli. “L’onorevole Berlusconi – spiega la lettera di Gubitosi – ha approcciato direttamente reti e testate chiedendo spazi per interviste, utilizzando, di fatto, gran parte degli spazi destinati alla sua area politica”.

“Stiamo già offrendo ai responsabili delle altre aree – ha proseguito Gubitosi – analoghi spazi di palinsesto per assolvere all’impegno della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo di garantire al meglio il proprio dovere di informare in maniera equilibrata i cittadini”. Nella missiva spiega di aver richiamato reti e testate a garantire il pluralismo e torna sulle polemiche legate all’intervento di Silvio Berlusconi questa mattina a “Uno mattina” su Rai1.

Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, sulla polemica per la presenza di Berlusconi ha detto: “Alla Rai hanno sbagliato i conti. Come si può immaginare una Rai in cui non si fa il conto dell’inondazione mediatica del Pd per le primarie? Cosa dire poi del premier Mario Monti che sta in video due ore per dire le sue ragioni di candidatura? Noi siamo a credito”.

E Daniela Santanchè ha attaccato: “La pre-parcondicio della Rai – ha affermato l’ex sottosegretario Pdl ospite a KlausCondicio – è stata pensata perché Berlusconi fa paura. Per un anno intero non è mai andato in televisione e ora che ha ricominciato a frequentare qualche trasmissione hanno architettato la pre-parcondicio. Hanno tutti paura, ricominciano a parlare di conflitto di interessi”. “La Rai – ha denunciato – non sarà a nostro favore e lo sta già dimostrando anche attraverso alcuni giornalisti che gridano allo scandalo. Ma in tutto questo io sono contenta perché vuol dire che Berlusconi ha il potere di fare paura, anche perché non si parla d’altro che di Berlusconi, quindi io ringrazio la Rai e tutti coloro che ci attaccano”.

Intanto, il leader Idv, Antonio Di Pietro, ha presentato un esposto all’Agcom: “Ma che fa l’Agcom, dorme? Si è dimenticata che in Italia esiste una legge? Che ci sta a fare se sa solo difendere Golia, cioè i partiti grossi che occupano le tv dalla mattina alla sera, e picchiare Davide, cioè i partiti più piccoli e più scomodi come l’Italia dei Valori, che vengono fatti scomparire alla faccia delle regole, della legge e, soprattutto, della democrazia?”.

“Noi dell’Italia dei Valori siamo un partito scomodo – ha scritto Di Pietro sul suo blog – e non abbiamo strumenti di pressione, perché, a suo tempo, siamo stati gli unici a essere coerenti e a rifiutare le poltrone lottizzate in Rai che ci venivano offerte. Dunque non esistiamo più, mentre come forza presente in Parlamento, avremmo diritto esattamente allo stesso spazio che hanno quei partiti che ormai te le li ritrovi davanti sul video anche mentre dormi. Per questo presenteremo un esposto nel quale chiederemo formalmente all’Agcom di fare il proprio dovere e di far rispettare la legge. In caso contrario, denunceremo l’illegalità che in Italia è diventata norma ovunque, prima di tutto di fronte alle apposite istituzioni europee”.

“Lo facciamo per difendere i nostri diritti, quelli dei nostri militanti e dei nostri elettori – ha concluso il presidente Idv – ma lo facciamo anche per difendere la democrazia italiana, che sta subendo un silenzioso avvelenamento quotidiano. Ogni giorno se ne cancella un altro pezzetto senza che nessuno dica mai niente, anzi, fra gli applausi di quella non libera stampa che avrebbe il compito di sorvegliare il potere e, invece, si sa solo inginocchiare davanti ad esso”.

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