Procuratore Antimafia ha già chiesto l’aspettativa al Csm. Arlacchi: “guai a confonderlo con Ingroia…”

Pietro Grasso

Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, si candida col Pd. Venerdì formalizzerà la decisione in una conferenza stampa anche il segretario del partito, Pierluigi Bersani. Lo ha reso noto in una nota il Pd.

Grasso ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura di essere collocato in aspettativa per motivi elettorali. Come è già accaduto per l’analoga richiesta dell’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, l’organo di autogoverno dovrebbe concederla senza intoppi, trattandosi di un diritto non limitato da alcuna norma esistente.

“Non confondiamo il procuratore Grasso con Ingroia”, ha affermato Pino Arlacchi, già fondatore della Dia e direttore del Programma antidroga dell’Onu e oggi responsabile sicurezza internazionale del Pd.

“Non approvo in linea di principio le candidature dei magistrati – ha detto Arlacchi – perché possono alimentare sospetti su loro decisioni passate e danneggiare così la reputazione di imparzialità dei giudici, ma mi rendo conto però che in questo momento tutti i partiti, eccetto quello di Berlusconi, stanno cercando di migliorare la qualità della loro rappresentanza parlamentare. Comprendo perciò la decisione del mio partito sulla candidatura di Grasso. Tra pochi mesi Bersani si troverà a governare un Paese afflitto da seri problemi di sicurezza pubblica, ed è necessario far valere a tutto campo competenze solide e affermate come quella dell’attuale procuratore antimafia”.

“Il caso Grasso – ha aggiunto Arlacchi – non va confuso con quello di Ingroia. Piero Grasso è in magistratura da oltre quaranta anni. È stato giudice del maxiprocesso a Cosa Nostra del 1986-87 e procuratore della Repubblica a Palermo. Grasso è noto per la sua serietà professionale e per il suo impegno di lunga data nel contrasto della mafia, svolto senza mai venire meno agli imperativi di riservatezza ed imparzialità del magistrato. Piero Grasso non può perciò essere accusato di non avere ancora concluso nulla di professionalmente valido e di essere un puro prodotto mediatico”. “La sua candidatura al Parlamento – ha concluso – diminuisce certamente il profilo complessivo della sua figura, ma è l’onesta conclusione di una carriera specchiata”.

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