Lodo parcheggi, Impregilo pronta a passare alla cassa per riscuotere 25 milioni: torna d’attualità l’ipotesi di affidamento della gestione di un parcheggio. Probabile una nuova audizione in Consiglio dei legali del Comune

braccio di ferro tra Impregilo e il Comune di Taormina

L’inattesa “sorpresa sotto l’albero” arrivata con la sentenza del lodo Impregilo costringe il Comune di Taormina ad un fine anno di apprensione ma anche di riflessione per evitare il dissesto finanziario. Ad inizio gennaio Impregilo chiederà il versamento immediato di 25 milioni di euro, la somma sulla quale il Tribunale di Taormina ha concesso adesso l’esecutività provvisoria per la sentenza di primo grado che in passato è stata favorevole all’impresa in riferimento al lodo parcheggi.

A Palazzo dei Giurati si attende la notifica della sentenza, che avverrà in questi giorni, per poi convocare d’urgenza i legali e verificare i margini di azione per opporsi con un possibile ricorso in Cassazione. Non si esclude che gli avvocati del Comune siano chiamati a relazionare in Consiglio comunale, con una nuova audizione analoga a quella del 2008, allora sollecitata dall’attuale presidente del Consiglio, Eugenio Raneri.

E’ tempo, ovviamente, di immaginare le strategie per fronteggiare un provvedimento che rischia di mettere definitivamente in ginocchio il Comune e che già in queste ore fa immaginare tra le stanze del palazzo la predisposizione di una delibera di pre-dissesto. Come si sa, la Corte di Cassazione ha rimandato due anni fa la contesa in Corte d’Appello a Messina per un nuovo processo, sul quale al momento non è stata ancora fissata l’udienza. Il Comune a sua volta vorrebbe chiedere 30 milioni di euro di danni ad Impregilo ma ai fini di questa eventuale richiesta è costretto ad attendere gli esiti del collaudo definitivo in atto ai parcheggi Porta Catania e Lumbi.

La contesa “infinita” è tornata in primo piano con una sentenza che è diventata un vero fulmine a ciel sereno. La convinzione della casa municipale sui discussi lavori che hanno portato alla realizzione dei posteggi, è che i danni debba essere Impregilo a pagarli e non viceversa. Tuttavia, se davvero il Comune dovrà pagare, anche in via provvisoria, i 23 milioni verrà presa in considerazione l’ipotesi un piano che prevedrebbe l’assegnazione pluriennale delle somme, di cui ovviamente ad oggi non c’è disponibilità per l’intero importo.

Potrebbe anche riproporsi uno scenario che qualche anno fa sembrava concretamente all’orizzonte: ovvero l’affidamento della gestione di un parcheggio, nella fattispecie il Porta Catania (attualmente gestito dall’Asm), ad Impregilo, e nel corso degli anni – attraverso il riconoscimento ad Impregilo degli incassi del silos – verrebbe cosi scontato il debito verso l’impresa.

Ed ancora: altra soluzione che non sarebbe da scartare è quella di vendere uno dei “gioielli” del Comune, un immobile che consenta di realizzare un introito pesante con il quale fronteggiare l’onere finanziario in questione. E in tal senso, con apposito emendamento disposto in Consiglio comunale. E’ stato recentemente inserito nell’elenco dei beni disponibili per la vendita il Palazzo dei Congressi. Vale 15 milioni e in città c’è chi non vede di “cattivo occhio” una idea del genere, anche tenendo conto che ci sarebbe l’opportunità di metterlo in funzione a pieno regime, laddove non ha le risorse per poterlo fare il Comune.

Il timore maggiore che in questi giorni si ha, giocoforza, negli ambienti politici locali è che, non avendo modo ora di pagare i 25 milioni, possa quindi partire una serie di pignoramenti che aggraverebbero lo stato economico di un ente che deve anche fronteggiare altri casi spinosi. Il forziere comunale è sotto assedio non solo per il lodo Impregilo ma anche per altri contenziosi pendenti altrettanto milionari: in particolare c’è il caso “Villa Regina” (lite pendente da oltre un milione di euro), e si sta cercando di effettuare un piano di rientro per dare a Messinambiente i 4 milioni da tempo dovuti.

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