I punti programmatici fondamentali del professore per una candidatura alle elezioni politiche di febbraio: mini patrimoniale, green economy e altra spending review

Mario Monti detta le regole per scendere in campo

Tutti ne parlano e allora vediamola nel dettaglio. Ecco in sintesi i punti principali dell’agenda Monti, con cui il premier, nel caso diventi nuovamente Primo Ministro, prevede di proseguire gli impegni di finanza pubblica sana presi con l’Ue, fondati sul pareggio di bilancio strutturale che, accompagnato da una crescita modesta, permetterebbe di centrare gli obiettivi di taglio del debito.

Per fare questo lo Stato deve accelerare con le dismissioni del patrimonio pubblico e con i tagli utili a ridurre di 10 miliardi l’anno i 2000 miliardi di “rosso” accumulato. A questo punto, quando sarà possibile si possono tagliare anche le tasse, cominciando da lavoro e impresa. L’unica tassa da inserire, per Monti è una patrimoniale sulle grandi ricchezze, basata su’un imposta sui consumi di lusso.

Secondo il presidente del Consiglio, la spending review deve diventare un metodo ordinario per la gestione corretta ed efficiente delle amministrazioni pubbliche. Va modernizzata la pubblica amministrazione, resa più agile e più trasparente. Altro obiettivo del professore, l’utilizzazione integrale dei Fondi strutturali dell’Ue e continuare sulla strada delle liberalizzazioni.

Per rivitalizzare la vocazione industriale dell’Italia, Mario Monti propone un “Fondo per le ristrutturazioni industriali”. Sul tema della scuola, bisogna invece “rompere uno schema culturale per cui il valore dello studio e della ricerca e il significato della professione di insegnante sono stati mortificati” incentivando economicamente dirigenti e docenti che raggiungano risultati.

Lungo infine è il capitolo dedicato alla green economy: secondo Mario Monti, sull’ambiente servono regole semplici e ragionevoli, ma con punizioni severe per chi le viola. In concreto, l’industria, i trasporti, l’agricoltura, gli edifici devono riorientarsi secondo i criteri dell’efficienza, del contenimento delle emissioni nocive, dell’impiego di materiali riciclabili e di tecnologie intelligenti per smaltire i rifiuti, bonificare i terreni, ottimizzare il ciclo dell’acqua, mettere in sicurezza il territorio, incentivare la mobilità a basso impatto ambientale.

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