La Sicilia sarà regione chiave nella sfida elettorale di febbraio. E per strappare a Bersani la vittoria al Senato, Berlusconi vuole stringere nuovamente i rapporti con il vecchio amico e alleato, adesso leader di Grande Sud

Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè ai tempi di Forza Italia

La lunga storia tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè potrebbe ricominciare. La Sicilia sarà regione chiave nella sfida elettorale di febbraio. E per strappare a Bersani la vittoria al Senato, il Cavaliere deve vincere in Lombardia, Veneto e Sicilia.

Questi i calcoli di Berlusconi, che da qualche giorno – come riporta Live Sicilia -, per accaparrarsi il successo nell’Isola nelle elezioni anticipate, avrebbe avviato un pressing per riportare a casa il figliol prodigo Gianfranco Miccichè, profeta del berlusconismo siculo e uomo del 61 a zero, uscito dal Pdl per mettersi in proprio col suo Grande Sud, con tanto di polemica al veleno contro Angelino Alfano.

Ma le polemiche dei mesi scorsi potrebbero essere archiviate, in nome della sfida per la sopravvivenza politica che Berlusconi gioca con la sua sesta discesa in campo. Stamattina i due, a quanto si apprende da ambienti di Grande Sud, si sono incontrati a Roma. Insomma, Silvio tratta con la Lega al nord, e al Sud con i “sicilianisti”, tutto fa brodo per rimettersi in gioco ed impedire al Pd di ottenere la maggioranza in entrambe le camere. L’obiettivo è il pareggio, con la conseguente ingovernabilità che costringerebbe i partiti a nuove grandi intese, attribuendo al Cavaliere ancora un ruolo da protagonista.

E nel mirino di Berlusconi, oltre a Miccichè, potrebbero esserci anche i lombardiani del Pds-Mpa. Sia per questi ultimi sia per Miccichè, nei mesi scorsi si era parlato di un possibile approdo alla “cosa centrista” di Casini, un ingresso per il quale garante si sarebbe fatto Gianfranco Fini. Ma da allora molto è cambiato, i rapporti tra lombardiani e Udc si sono ulteriormente logorati e un clamoroso riavvicinamento tra Mpa e Pdl, nemici giurati degli ultimi anni, è tutt’altro che impossibile.

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