Riforma forense approvata al Senato: ecco come cambia la professione di avvocato, dai giovani tirocinanti alla Corte costituzionale. Gli articoli chiave del nuovo testo 

la Riforma forense è legge

Dopo oltre ottanta anni è stata promulgata una nuova riforma forense che regolamenta le funzioni di avvocato, i criteri di accesso, la tutela degli utenti della giustizia, lo svolgimento del mandato e le sanzioni disciplinari e regolamentari.

Dopo varie peripezie la riforma è stata approvata con larga maggioranza e rappresenta uno degli ultimi atti di questa legislatura.

Tra le norme spicca quella in relazione al praticantato gratuito (art 41) per i primi sei mesi e la possibilità facoltativa del proprio datore di lavoro di elargire un compenso a partire dal settimo mese.

Il limite del praticantato viene stabilito in un arco complessivo di 18 mesi che riduce quello precedente fissato in due anni.

E’ stato modificato anche il nuovo Esame di stato (artt. 46-49 ) con una valutazione degli elaborati più rigida ed approfondita con la Commissione che sarà chiamata a motivare per iscritto a fianco di ogni testo le proprie annotazioni di carattere positivo o negativo per dare la possibilità al candidato di comprendere i motivi della sua non ammissione.

Si torna all’antico con la eliminazione, in sede di esami, dell’uso dei codici commentati e si ritorna al codice così come era previsto nel periodo antecedente alle ultime modifiche disordinate volute dalla politica.

Per il conseguimento del patrocinio per le magistrature superiori, come Cassazione o Consiglio di Stato, si potrà accedere a partire dall’ottavo anno di iscrizione oppure con un esame di abilitazione ma dopo 5 anni di iscrizioni all’albo.

Per quanto attiene alle specializzazioni (articolo 9) serviranno due anni dall’idoneità per l’iscrizione all’Albo, dove dovrà, peraltro, essere svolto un periodo di formazione mirata al settore prescelto.

La parte economica è stata completamente modificata con la definizione dei compensi che prescinde da tariffe, ma viene ancorata ad un preventivo che deve sottoporsi al cliente al momento del conferimento del mandato per renderlo edotto del costo della prestazione che si deve svolgere ed evitare costi esorbitanti alla fine del percorso difensivo. Ogni voce di spesa, ed onorario deve essere indicata per iscritto, a tutela del cliente e non potrà mai essere pari ad una percentuale dell’oggetto del giudizio.

Al riguardo la disposizione di cui all’at 13 dell’articolato di riforma ai commi 3,4 e 5 testualmente recita:

3. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene, non soltanto a livello strettamente patrimoniale, il destinatario della prestazione.

4. Sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.

5. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico; a richiesta è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale.

E’ altresì obbligatorio l’apertura di una polizza assicurativa (articolo 12) in capo al titolare dell’attività, che funga da copertura in sede di responsabilità civile per tutti i soggetti coinvolti nell’attività, e dunque anche per i tirocinanti.

Infine cambiano anche le giurie per le eventuali sanzioni (art. 53) comminate dal’Ordine nazionale: saranno cinque i membri chiamati a esprimersi, in merito a richiami, avvertimenti, censure, sospensioni o radiazioni.

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