La bambina taorminese per la quale si è mobilitata la Sicilia intera è stata sottoposta negli Usa, per 8 ore, ad un intervento che le consentirà di guarire da una grave forma di scoliosi. Gioia e sollievo di una comunità

Sofia negli Stati Uniti per guarire dalla scoliosi

TAORMINA – E’ perfettamente riuscito l’intervento alla piccola Sofia, la bambina di 3 anni volata nei giorni scorsi insieme ai genitori negli Stati Uniti per sconfiggere una grave forma di scoliosi. La bambina, che rischiava la paraplegia, è stata operata venerdì al “Sutter Health Medical Center di Sacramento, in California. L’equipe sovrintesa dal prof. George Picetti, al termine di un difficile intervento durato 8 ore è riuscita a ridare una vita normale alla bimba.

Si sono mobilitati in tanti per Sofia, da tutta la Sicilia ed anche da altre regioni italiane e in due mesi sono stati raccolti circa 130 mila euro con una grande mobilitazione popolare, ed è stato costituito per l’occasione un comitato ufficiale “Un sorriso per Sofia”. Ancora adesso sta continuando la raccolta fondi (per arrivare ai 164mila euro necessaria alla copertura di tutti gli oneri economici), con una macchina della solidarietà articolatasi, senza sosta, nello svolgimento di eventi e manifestazioni di ogni genere.

I genitori Davide Siligato e Martina Napoli, attraverso Facebook, avevano chiesto un aiuto per Sofia, confidando nel “cuore della gente” e la risposta è stata straordinaria. Finalmente la bambina potrà giocare normalmente insieme a tutti gli altri coetanei senza dover più portare il corsetto per 24 ore al giorno e senza le sofferenze che comporta questa malattia alla colonna vertebrale.

E’ stata una lunga giornata di attesa e speranza per i genitori di Sofia, come a distanza per tutta la comunità taorminese. La storia sfortunata ed il sorriso innocente di questa bimba hanno toccato il profondo del cuore e l’anima della gente, che ha aspettato il risultato dell’operazione accendendo una candela nelle proprie case.

L’intervento è riuscito e Sofia ha reagito positivamente agli impulsi. Ora, a scopo precauzionale, è stata ingessata per evitare movimenti bruschi.

Sofia sta riposando ma presto per lei sarà soltanto un lontano ricordo il dolore della scoliosi congenita toraco-lombare, della quale ha sofferto dalla nascita. Il prof. Picetti ha mantenuto la promessa fatta ai genitori di Sofia ed insieme ai propri collaboratori è riuscito ad ottenere il risultato che altri medici in Europa avevano mancato. Il calvario è finito ed è il momento della felicità per i familiari e per tutti coloro che hanno aiutato Sofia.

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