I bianconeri rimontano contro il Cagliari il gol di Pinilla e sul campo neutro di Parma vincono 3-1: in gol Matri (doppietta) e Vucinic. Cellino: “è un campionato falsato”

l’esultanza dei giocatori della Juve

In vacanza nel primo tempo, nell’atmosfera surreale di un Tardini quasi deserto, la Juve si sveglia nella ripresa e batte tra le polemiche un roccioso Cagliari per 3-1. Ma il risultato non inganni, perché i bianconeri sono stati sotto per oltre un’ora dopo il rigore di Pinilla e solo con Matri, inserito da Conte, sono riusciti a riacciuffare e poi superare nel recupero i rossoblù.

Conte tiene in panchina Vucinic e rilancia Quagliarella in attacco. Dietro Caceres per l’infortunato Chiellini. Cagliari con Thiago Ribeiro tra le linee con il doppio compito di innescare Pinilla e Sau e tenere d’occhio Pirlo. Meno di tremila sugli spalti del Tardini, la sensazione di un’amichevole estiva se non fosse per il gelo di Parma. Un quarto d’ora di studio poi un lampo, il rigore che Damato assegna per un contatto Vidal-Sau. Dal dischetto Pinilla non sbaglia nonostante l’intuizione di Buffon. Troppi lanci per il solo Quagliarella davanti e i quattro rossoblù dietro che fanno buona guardia, la Juve non riesce a fare breccia e il nervosismo della capolista sale, anche perché dopo il penalty Damato non punisce come dovrebbe alcuni interventi fallosi dei rossoblù. Bonucci innesca Quagliarella che prova l’eurogol di controbalzo su un lancio di cinquanta metri, arrivano gialli per Murru e Astori, la Juve inizia a crederci.

Si riparte senza cambi e con Marchisio che scarica un violento sinistro dal limite dopo soli due minuti: Agazzi reattivo nel bloccare. La replica è di Pinilla che prova la conclusione, alta, dalla distanza. Damato grazia Murru per una trattenuta su Vidal continuando nella sua serata no, rinfocolando le polemiche in campo con Bonucci e Nainggolan tra i più nervosi. Pulga intanto tira un sospiro di sollievo e cambia subito il baby difensore, inserendo Perico. Continuano a piovere gialli: Lichtsteiner, Dessena, Pisano e siamo all’ultima mezz’ora. Che non vede Quagliarella, rilevato da Matri, e poco più tardi neanche Caceres, sostituito da Padoin. Lichtsteiner sulla linea dei difensori, il nuovo entrato a fare l’esterno destro col compito di attaccare nel nuovo disegno Juve che porta all’azione più contestata della gara: colpo di testa di Bonucci sul corner guadagnato proprio dal nuovo entrato, traversa e palla a Matri che conclude con Agazzi che respinge ancora, Asamoah è tutto solo e di testa deve solo appoggiare in porta ma viene spinto e manda la palla a lato. Un’azione dopo Astori interviene duro da dietro su Giovinco, secondo giallo e Cagliari in 10 con Damato che va a espellere anche Pulga. Anche nelle precedenti tre gare la Juve aveva vinto con gli avvesari ridotti in dieci uomini: Torino (Glick), Palermo (Morganella) e Atalanta (Manfredini).

Venti minuti di fuoco, con il giovanissimo Del Fabro a sostituire Sau per cercare di difendere il nuraghe eretto a difesa della porta dai cagliaritani. Mossa rischiosa, che paga dazio qualche giro d’orologio più tardi quando proprio Del Fabro spinge alle spalle Giovinco in area: veniale ma evidente, penalty che Vidal si incarica di trasformare spiazzando Agazzi ma spedendo alle stelle continuando la tradizione negativa dei bianconeri dagli undici metri. Intanto Conte aveva inserito anche Vucinic per Lichtsteiner e il talismano montenegrino, al primo pallone vero toccato, dava ragione al tecnico creando l’azione del pareggio con una stilettata rasoterra che Agazzi non riusciva a trattenere e che Matri, ex di turno, scaricava in rete con una ribattuta rabbiosa. Finale palpitante: Conte chiede il sostegno del migliaio di irriducibili juventini sugli spalti mentre un altro ex, Ekdal, accusa crampi e resta in campo per pura presenza, lasciando di fatto i suoi in nove uomini perché il Cagliari, con Nené per Pinilla qualche minuto prima, ha esaurito i cambi. Eccezionale il miracolo di Agazzi su un colpo di testa di Asamoah da due passi, con l’aiuto del palo e con la complicità di Vucinic che spreca il tocco al volo con la porta spalancata.

E nel recupero altro episodio che porta al gol che svolta la partita: palla danzante in area, rinvio di un difensore cagliaritano che da un metro spara addosso al braccio di Vidal e palla che carambola su Matri, freddo nel gelare di nuovo Agazzi. Juve spietata, che cala il tris con Vucinic rapace sulla linea a toccare il diagonale di Giovinco destinato alla rete, prendendosi di rapina il definitivo 3-1.

A fine partita però durissime dichiarazioni del presidente del Cagliari, Massimo Cellino: “è un campionato falsato. Come mai l’agibilità per il nostro stadio è stata negata proprio contro la Juve? Abbiamo finito la partita in nove e con cinque ammoniti. La Juventus non è una squadra sportiva”.

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