Pdl recupera due punti con Berlusconi in campo ma resta lontano dai democratici. Grillo adesso è al 19%

Pier Luigi Bersani spiazzato dalla discesa in campo del premier Monti

ROMA – Il Pd resta il primo partito, ma il Pdl recupera 2 punti percentuali da quando Berlusconi è di nuovo in campo. Se ci si recasse domani alle urne per il rinnovo del Parlamento, il Partito Democratico si confermerebbe, con il 32% dei consensi, prima forza politica del Paese. Una forza ottenuto anche grazie all’effetto Primarie ed alla sfida Renzi-Bersani che hanno fatto crescere il partito di oltre 5 punti percentuali negli ultimi due mesi.

È uno dei dati che emerge dal Barometro Politico di dicembre dell’Istituto Demopolis. In assenza di una nuova legge elettorale, resta altissima la richiesta di rinnovamento della classe politica che proviene da strati ampiamente maggioritari dell’opinione pubblica italiana. Nonostante una lieve flessione, il Movimento 5 Stelle si attesta, con il 19%, al secondo posto, con un elettorato che premia l’assoluta contrapposizione di Grillo agli schemi tradizionali della politica.

Doppiato nelle stime elettorali dal PD, ottiene il 16% il PDL che, sia pur diviso al proprio interno, recupera circa due punti dopo il ritorno al centro della scena mediatica di Silvio Berlusconi, alla ricerca di una improbabile rimonta a circa due mesi dal voto. Tendenzialmente stabili – secondo i dati dell’Istituto Demopolis – appaiono l’UDC di Casini al 6,1% e SEL di Vendola al 6%; in lieve ripresa al 5,2% la Lega di Maroni; sotto il 3% le altre liste.

Si posizionerebbe intorno al 4% il Movimento Verso la terza Repubblica, nato in attesa che il Premier sciolga la riserva su un suo diretto impegno nell’imminente campagna elettorale. Nonostante le perplessità su diverse scelte compiute dall’Esecutivo negli ultimi mesi, la fiducia personale dei cittadini in Mario Monti resta piuttosto alta. “Risulta complesso valutare oggi con esattezza – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – il possibile impatto elettorale di una ampia coalizione di Centro che supporti politicamente il progetto di un ritorno dell’attuale Premier a Palazzo Chigi nel 2013.

Grazie ad un consenso piuttosto trasversale e ad un appeal tra gli elettori non collocati, Mario Monti, con un suo impegno diretto nella campagna elettorale, potrebbe modificare in modo sostanziale gli equilibri del quadro politico nazionale in vista del voto di fine febbraio. Sia pur ridotta rispetto ai mesi scorsi, l’area dell’astensione e dell’incertezza – conclude Pietro Vento – rimane tuttora molto vasta, soprattutto tra gli elettori di Centro Destra: il 28% degli italiani non si recherebbe alle urne, il 19% non ha ancora deciso il proprio voto”.

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