Operato dopo caduta, il capo di Cosa Nostra era stato tenuto in coma farmacologico: ma le sue condizioni ora si sono ulteriormente aggravate. Non si sveglia più

Bernardo Provenzano in coma profonda

ROMA – È in coma profondo il capomafia Bernardo Provenzano, ricoverato d’urgenza all’ospedale di Parma lo scorso 17 dicembre. I medici lo hanno operato per la riduzione di un esteso ematoma cerebrale e tenuto poi in coma farmacologico. Ma nonostante i tentativi di svegliarlo il padrino di Corleone non ha mai ripreso conoscenza.

E’ stato sottoposto ad una tracheotomia, ma per i sanitari il rischio è che resti in coma vegetativo. Il figlio del capomafia, Angelo, è stato autorizzato dal ministro della Giustizia a vedere il padre. Una visita avvenuta stamattina e ‘sollecitatà dagli stessi medici per costatare se la presenza del familiare avesse prodotto una qualche reazione, ma l’esito sarebbe stato negativo.

Ora il legale di Provenzano, Rosalba Di Gregorio chiede la revoca o la sospensione del regime del 41 bis, a cui il boss è sottoposto dall’aprile del 2011.

«La ratio del regime del carcere duro è quella di evitare che un detenuto socialmente pericoloso possa mandare messaggi all’esterno – spiega all’Adnkronos -, ma non credo che il mio assistito che si trova in coma profondo possa comunicare alcunchè. Sette persone sono utilizzate per la sua vigilanza in ospedale, un elemento che oltre a creare un disagio ad un reparto delicato come quello di Rianimazione, comporta inutili costi a carico dei cittadini. Per questo motivo – conclude – ho inviato un’istanza al Dap perchè il 41 bis sia revocato od almeno sospeso».

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