La vera storia di Francesca Pascale, ex telecafona del “calippo che t’ingrippa”, adesso discussa fidanzata di Silvio Berlusconi.  Il “pigmalione” che l’ha lanciata: “le dissi di sedurre un potente, ora non risponde al telefono”

l’ex telecafona Francesca Pascale

Dal “calippo Filippo” ad Arcore. I capelli sulle spalle, il trucco sofisticato, gli abiti chic. Sembrano trascorsi anni luce da quando Francesca Pascale in bikini rosa ammiccava alla telecamera di “Telecafone” mangiando un Calippo (video da 150mila click in 24 ore) o canticchiava il refrain “se mostri un po’ di coscia, si alza l’Auditel”.

Anni luce in cui da 17enne qualunque è prima diventata fedelissima di Forza Italia, poi consigliere provinciale tra le fila del Pdl e infine fidanzata ufficiale di Silvio Berlusconi.

Della piccola donna pronta a sbocciare ne ha un chiaro ricordo il suo pigmalione Oscar Di Maio. È lui che la sceglie per il quartetto delle «cafoncelle», le ragazze che in costume da bagno o in abiti succinti fanno «colore» intorno al Cafone, un personaggio genuino e volgarotto «che però incarna la saggezza popolare».

Ricorda la prima volta che ha incontrato Francesca?
«Era ancora minorenne, credo fosse la primavera del 2003 e per firmare la liberatoria occorse la firma del padre. L’accompagnava sempre lui sul set e dopo qualche ora tornava a riprenderla. Da noi arrivò tramite un amico che abitava come lei a Fuorigrotta e già parte del cast di “Telecafone”».

Un fidanzato?
«No, no. Un amico e basta. Per tutto il periodo che partecipò al programma, Francesca non accennò mai a un fidanzato né si mostrava infatuata per qualche neomelodico ospite dello show».

Perché secondo lei partecipò a “Telecafone”?
«Cercava la notorietà, eravamo il programma più visto in quel periodo. Francesca non desiderava un successo in tv o come attrice, credo volesse solo soddisfare un desiderio narcisistico molto comune tra le adolescenti: farsi ammirare».

Parlava mai di Berlusconi?
«Sempre. Per lei era una fissazione, spesso ne parlava come infervorata…».

Da innamorata?
«Ma no. Per lei Berlusconi incarnava l’uomo di successo e di potere. Come imprenditore e come politico».

Avrà fatto campagna elettorale dietro le quinte allora…
«No, la fede azzurra credo sia arrivata subito dopo. Di azzurro in quel periodo nella vita di Francesca c’era solo il Napoli calcio».

Che ragazza era?
«Era seria, saggia, matura per la sua età. Timida, con lo sguardo malinconico».

E di cosa parlavate?
«Chiedeva consigli. In particolare se fosse vero che per fare carriera, bisognava andare a letto con un produttore».

Cosa le rispose?
«Che questo valeva per il passato. Ma che oggi i tempi erano cambiati, le ragazze andavano, e vanno, in giro mezze nude e si concedevano con facilità a chiunque per poi non vedere nemmeno una comparsata».

E quindi?
«Le consigliai di puntare su un obiettivo certo: Francesca, fai innamorare di te un uomo ricco e potente, fai la preziosa per un po’ ma concedi sempre sorrisi e fedeltà, fagli perdere la testa e sarà tuo per sempre».

E secondo lei ha seguito quel consiglio?
«Beh, oggi è fidanzata con l’uomo più potente e ricco d’Italia… Ha fatto Bingo».

L’ha chiamata per congratularsi del fidanzamento?
«Mi piacerebbe, ma non risponde più al telefono. Lei ha creato il comitato “Silvio ci manchi”, io tra poco fondo quello “Francesca ti cerco”. Vorrei scambiare giusto qualche chiacchiera con lei».

Per dirle cosa?
«Dal primo febbraio al Sannazaro con “Il morto sta bene in salute”: mi piacerebbe se venisse a trovarmi a teatro, magari con il fidanzato. Francesca, ti aspetto».

Ma l’ex telecafona in queste ore si è anche resa protagonista del singolare esito di un “impiccio” che il fidanzato illustre ha dovuto risolvere mettere mano al libretto degli assegni (anche se per il Cavaliere non è per niente una novità…).

La Pascale ha scritto di suo pugno una lettera di scuse all’ex sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, con l’assegno per l’onorario dell’avvocato che è stato firmato e staccato da Silvio Berlusconi. Così si è chiusa, con tante scuse e una remissione di querela, la lite sorta qualche anno fa tra la ex consigliere provinciale Francesca Pascale, oggi legata sentimentalmente al Cavaliere, e l’ex primo cittadino napoletano.

Tutto ha inizio con un’intervista del febbraio 2010 su La7, in cui la Pascale aveva parlato di «imbrogli elettorali» alla base della riconferma a Palazzo San Giacomo della Iervolino. Oggi, a distanza di quasi tre anni, la Pascale spiega: «Come ho sostenuto innanzi al Tribunale, la mia intenzione non era quella di accusarla di brogli, che escludo, ma intendevo esprimere solo un giudizio politico, per non aver mantenuto le promesse. Intendo chiederle scusa per l’incidente, riconoscendole quella correttezza politico-istituzionale che ha caratterizzato il suo percorso politico». Segue un assegno per l’onorario, a firma di Berlusconi…

L’avvenente signorina del “calippo che t’ingrippa”, insomma, di strada ne ha fatta e ha stregato il Cavaliere. Tutta questione di talento…

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