Crosetto e Meloni lasciano il Pdl e si alleano con l’ex colonnello di An, La Russa: nasce “Fratelli d’Italia”

Guido Crosetto e Giorgia Meloni

ROMA – Dalla coalizione al cartello. Il Pdl si scompone e ricompone con una nuova geografia in poco più di 48 ore. L’ex ministro Ignazio La Russa ha appena battezzato il suo Centrodestra nazionale, dove arrivano anche Giorgia Meloni e Guido Crosetto. I due, che domenica scorsa avevano detto fuori Scajola e Dell’Utri o ce ne andiamo, abbandonano il Popolo della Libertà – o “Popolo delle velleità”, come qualcuno lo ha ribattezzato – e si alleano con l’ex colonnello di An e la sua formazione fondando Fratelli d’Italia.

Ma sul nome c’è ancora un braccio di ferro in corso. La trattativa si sarebbe sbloccata solo alla fine, dopo aver sciolto il nodo del simbolo. All’ultimo momento, sarebbero stati accontentati i larussiani, decisi a tenere nel logo anche la scritta Centrodestra nazionale, nata appena un mese fa con la registrazione presso l’Ufficio brevetti del ministero dello Sviluppo. Dopo un confronto serrato, raccontano, la mediazione raggiunta avrebbero soddisfatto tutti: Crosetto e Meloni sarebbero riusciti a inserire la scritta Fratelli d’Italia, in testa al simbolo su sfondo azzurro sopra il nodo tricolore, mentre La Russa avrebbe ottenuto il nome Centrodestra nazionale nella parte bassa.

Una scomposizione-ricomposizione che ha molti motivi: il primo è la convinzione che formazioni che si rivolgono a parterre elettorali diversi possano raccogliere più voti di un’unica sigla. La seconda è la ricerca di novità che serpeggia da mesi nei ranghi giovani e meno del Pdl e ultimo ma non ultimo è che la nuova formazione vuole sfruttare le garanzie offerte dalla legge in tema di raccolta firme per formazioni, anche nuove, che però siano già adeguatamente rappresentate in Parlamento.

Oggi il tema delle firme utili per la presentazione delle liste ha paralizzato l’esame del decreto varato dal governo, rinviato a domani proprio per la norma “salva-La Russa” che si vuole inserire e che trova un Pd nettamente contrario che minaccia di far cadere l’intero provvedimento, se lo si modificasse. Se questo è un fronte, l’altro è quello di toccare con l’unione delle due nuove formazioni il tetto garantito dei 20 deputati alla Camera in modo da non aver bisogno di deroghe e placet. Già ora si è, con l’unione delle due formazioni (che sanciranno la loro fusione presentando domani un simbolo elettorale comune), a 17 deputati e tre potrebbero essere “prestati” dal Pdl. E questo denuncia la logica di alleanza di “cartello” che si sta tentando nel centrodestra.

Presentando oggi la loro nuova formazione, mentre La Russa cercava nuove adesioni anche al Senato dove ha presentato la richiesta di costituzione del gruppo, la Meloni ha confermato che la nuova formazione «si inserisce nell’ambito del centrodestra», ma che non sarà solo di ex An, bensì – tiene a spiegare Crosetto – «allargato a liberali e cattolici e non vogliamo essere una nicchia».

Crosetto sottolinea più volte anche che non si tratta di una iniziativa «contro Berlusconi. Abbiamo deciso di fare un passo ulteriore rispetto al percorso di qualche mese fa uscire dal Pdl e fondare un altro soggetto politico che resti nel centro destra: abbiamo trovato sulla nostra stessa posizione La Russa con cui ci uniremo». Se la vicinanza del nuovo gruppo a Berlusconi-Alfano per ora è scontata l’obiettivo non dichiarato, ma leggibile, è quello di essere abbastanza forti da essere soggetto autonomo e abbastanza liberi da poter esser pronti a eventuali altre evoluzioni politiche a breve.

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