Dallo Spiegel all’Economist tutti contro Silvio: i grandi giornali contro l’ennesimo ritorno di Berlusconi, pericolo “numero 1” per l’Italia e la stabilità dell’Unione Europea

Silvio Berlusconi “incubo” dei media europei

ROMA – Stampa straniera e internazionale “terrorizzata” in vista delle elezioni politiche italiane. Attenzione e preoccupazione per chi sostituirà il prof. Monti e per il ruolo che avrà Berlusconi nel prossimo Parlamento. I tedeschi in particolare tengono d’occhio e maltrattano (lo fanno da sempre) il Cavaliere che ha caricato a pallettoni contro l’«egoismo» teutonico, l’Europa germanocentrica, i diktat della Merkel ai quali si sarebbe piegato Monti.

Il Giornale della Real Casa Berlusconi combatte come sempre con vigore e oggi titola in prima pagina «Monti fa la lista Merkel» e nelle pagine interne scrive che il «debito tedesco è peggiore del nostro». E riporta un sondaggio del Financial Times che darebbe ragione a Berlusconi perchè emerge che di austerity si muore e l’83% degli italiani ritiene eccessivi il ruolo di Berlino nell’eurozona e l’influenza degli interessi tedeschi nella politica europea.

L’attenzione e la preoccupazione crescono, così come le reazioni»: Der Spiegel, per fare un esempio, considera il piano di Berlusconi una minaccia per l’Italia e per l’intera Europa. Il più importante settimanale tedesco sottolinea inoltre come il ritorno dell’ex premier sia motivato soltanto da interessi personali: paura del carcere e del crollo di Mediaset; per questo vuole ricattare la politica italiana anche nella prossima legislatura. Un attacco che sembra far bene alle vendite di Der Spiegel che lievitano quando parla (male) di Berlusconi.

Sembra che il fine settimana in cui il leader del Pdl ha annunciato la sua ridiscesa i campo (e Libération titolò sarcastico “Il ritorno della Mummia”), il settimanale tedesco bucò la notizia e perse l’occasione di vendere 20 mila copie in più. Che di questi tempi di crisi dell’editoria è manna dal cielo.

Sbattere in prima pagina o in copertina il faccione irriverente del Cavaliere che fa le corna al summit internazionale o fa il Caimano tira, tira molto all’estero in termini di copie vendute. È di ieri, ad esempio, un servizio dell’Economist che si occupa addirittura delle sorti della Lombardia.

Il quotidiano economico londinese racconta che l’europarlamentare ed ex sindaco di Milano Albertini si candida alla presidenza lombarda in contrasto alla sterzata populista di Berlusconi e all’alleanza con Maroni, cedendo alla Lega la candidatura in Lombardia, il «motore economico d’Italia, con un’economia delle dimensioni dell’Austria, che produce più di un quinto del Pil nazionale». The Economist titola il suo reportage “The Ohio of Italy” tutto dedicato alla disfida lombarda e all’obiettivo del Cavaliere di portare a casa, in questa Regione e in Veneto, un bel bottino di seggi al Senato. In questo modo spera di rimanere influente nel prossimo Parlamento italiano.

Attenzione e preoccupazione, e lo stesso Berlusconi sembra compiacersene. Uscendo dal vertice del Ppe (Bruxelles, il 14 dicembre), disse con il sorriso sulle labbra che il ritorno del “fattore B.” aveva già terrorizzato l’Europa.

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