La Costituzione nella geniale interpretazione di Roberto Benigni: uno show che deve fare riflettere sui tanti e troppi problemi di un Paese incapace di scuotersi

Roberto Benigni

La Costituzione è il pilastro su cui si fonderebbe tutto il sistema politico, giuridico italiano. É lo sa bene, il premio oscar Roberto Benigni, che, nel suo show-monologo ha tenuto attaccati alla televisione milioni d’italiani.

Straordinaria e meravigliosa, dice il grande mattatore, la Costituzione; geniali, lungimiranti i padri costituenti.

Non ha fatto una piega lo show del mattatore, tanto da essere profondamente emozionante quando Benigni definisce il lavoro l’essenza della persona, quando seguita asserendo che la busta paga non è solo un documento analitico delle detrazioni, trattenute, e netto da percepire, ma è l’anima, é il risultato della fatica di chi lavora. E finisce dicendo “senza lavoro crolla la Repubblica e la Democrazia”. Queste parole hanno la stessa potenza di un tuono durante un temporale.

Gli italiani lo sanno cosa vuol dire perdere il lavoro e la propria dignità. Chissà se il mattatore pensa davvero ciò che ha detto, poiché per due ore di spettacolo ha percepito qualcosa come 6 milioni di euro. Il signor Benigni, indiscutibile regista e attore ma politico discutibile, lo sa cosa vuol dire vivere con il nulla?

E’ diventata consuetudine tra i politici nominare le parabole della bibbia, e anche Roberto lo fa; e lo facciamo anche noi: Dio dice anche bisogna dividere col proprio fratello più povero le ricchezze senza tenere tutto per se. Ha parlato di solidarietà sociale allora perché non fare un gesto altruistico e dividere con quanti un lavoro non l’hanno più, parte del suo guadagno che è veramente eccessivo e per di più pagato con i soldi dei cittadini?

Ha elegantemente invitato gli italiani ad andare alle urne, sembrava mandato da Monti e chissà da chi altri per esortare gli italiani a non astenersi al voto. Che bella faccia tosta!
Subiamo soprusi ogni giorno e di ogni genere, a nessuno dei tiranni governanti interessa la situazione tragica e povera in cui versano “gli italiani”, e poi mandano il messaggero a dirci quali sono i nostri doveri, e i nostri diritti? Gli italiani non devono presentarsi alle urne, perché la sovranità non appartiene più al popolo. E’ stata forse cambiata la legge porcellum?

Gli Stati uniti d’Europa? Che bel sogno! Parole sue… ha ragione quando afferma che non bisogna stare chiusi nel proprio guscio e aprirsi alle altre realtà; verrebbe da chiedere se Roberto vive in Italia o su Marte? L’Italia è un paese che vive di corruzione, d’ignoranza.

Un Paese che, benché più volte richiamata dall’UE per il cattivo trattamento riservato agli extracomunitari, persevera nel non osservare l’art.10 della Costituzione. Il disegno di un’Europa unita è lontano anni luce, troppe le differenze culturali, morali e intellettuali.

Come risolvere poi il problema delle carceri? E la violenza di genere? Temi di grande attualità. A detta del premio oscar, nei paesi che si ritengono civili, vige la pena di morte. Ci domandiamo allora, è giusto tutelare gli assassini che hanno commesso efferati omicidi? E’ giusto vederli circolare liberi nelle loro città? E’ giusto che i politici rubano, frodano lo stato creando un dissesto finanziario senza precendenti e non pagano?

Se questa è civiltà, allora i paesi incivili devono imparare dall’Italia.

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