Relazione della Commissione parlamentare sugli errori in campo sanitario. Aumentate del 24% in cinque anni le richieste di risarcimento: “copertura gestita invece dalle Regioni potrebbe ridurre sensibilmente la quota spesa”

troppe Asl senza copertura assicurativa sugli errori medici

ROMA – Le richieste di risarcimento per presunto errore medico sono in aumento e travolgono sempre di più il Sistema sanitario nazionale. Ma nonostante l’aumento di cause per casi di malasanità, la copertura assicurativa per i sinistri derivanti da colpa grave non è prevista dal 62,7% di ospedali e Asl. Anche per il caro polizze: crescono in media del 4,6% all’anno i premi che le strutture sanitarie devono pagare alle compagnie.

Il quadro allarmante – come riporta “Repubblica” – emerge dall’indagine statistica della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario.

I dati. Il premio medio annuo assicurativo pagato dalle aziende sanitarie a livello nazionale è passato da 2 milioni di euro nel 2006 a 2,7 nel 2011, con un incremento del 35%. Sensibile inoltre l’incremento delle richieste di risarcimento, pari al 24% in cinque anni. Quelle arrivate alle compagnie dal 2006 al 2011 sono state 82.210, in tutto 13.702 l’anno. I danni liquidati, invece, calano. Nello stesso periodo, gli importi pagati per risarcimento dalle compagnie assicuratrici sono passati infatti dai 191 milioni del 2006 ai 91 milioni del 2011, con una riduzione del 75%. In particolare, nel Nord Ovest i pagamenti sono scesi da 68 milioni a 11 milioni, arrivando a un sesto del valore di 5 anni prima.

Le Regioni in prima linea. Secondo il rapporto, una copertura assicurativa gestita dalle Regioni e non dalle singole Asl, potrebbe ridurre sensibilmente la spesa in questo settore. Ma, a oggi, il Fondo regionale assicurativo è presente solo in quattro Regioni: la Toscana con 16 aziende sanitarie (45,7 %), il Friuli Venezia Giulia con 9 (25,7%), la Liguria anch’essa con 9 aziende (25,7%), la Basilicata con una (2,9%). Sono invece 122 le Asl (il 72,2%) che si affidano alle compagnie assicurative.

Tagliare la spesa pubblica. “Diffondere l’utilizzo del Fondo regionale nella maggior parte se non a tutte le Asl, realizzando in tal modo una corrispondente copertura quasi totale per la colpa grave – spiega il presidente della commissione Antonio Palagiano – determinerebbe una notevole riduzione della spesa pubblica senza toccare il livello quali-quantitativo dell’offerta sanitaria. Comporterebbe, come seconda ma non meno importante conseguenza, una maggiore tranquillità di azione per i medici. Il medico che si sente di poter operare, senza rischiare il default finanziario, ridurrebbe il ricorso alla medicina difensiva”. Un problema quello delle cosiddetta ‘medicina difensiva’ che spinge i medici a prescrivere esami spesso inutili, se non dannosi, per tutelarsi da una possibile causa giuridica. Il fenomeno costa al Ssn tra i 10 e i 14 miliardi di euro.

Un numero ristretto di compagnie. Fra i problemi c’è anche il fatto che il settore sia sostanzialmente in mano a un numero ristretto di compagnie, dominato dalla Am Trust Europe (con cui, nel 2011-2012, ben il 46% delle aziende sanitarie ha stipulato una polizza). Tra gli altri ci sono anche: Xl Insurance, Qbe Insurance, City Insurance, Llyod’s of London, Generali Assicurazioni, Cattolica Assicurazioni.

Troppe denunce e poche condanne. Secondo uno studio dell’istituto di Medicina legale dell’università Cattolica di Roma, appena presentato al congresso di Amami (Associazione dei medici vittime di malpractice), su 100 medici che vengono denunciati per presunti errori solo uno viene effettivamente riconosciuto colpevole. Il dato, frutto di una ricerca dell’istituto di Medicina Legale dell’università Cattolica di Roma, è stato presentato al congresso dell’Amami, l’associazione dei medici vittime di malpractice, che si è aperto oggi a Roma. In base alla ricerca, ogni anno in Italia sono circa 250 i procedimenti penali contro i medici, di cui il 56% per omicidio colposo e il 39% per lesioni, mentre la categoria più colpita è quella dei chirurghi (59%) seguita da quella dei ginecologi (24%).

Il numero verde. Intanto per evitare per quanto possibile cause inutili, Codacons ha lanciato un numero verde totalmente gratuito, 800582493 al quale possono rivolgersi tutti i cittadini che si ritengono vittime della malasanità. Gli utenti potranno ricevere una consulenza legale gratuita sulla fondatezza giuridica del loro caso.

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