Monti scende in campo: pronto l’annuncio. Verso la presentazione di una lista unitaria per il premier

Mario Monti sarà candidato premier

ROMA – Mario Monti ha deciso. La candidatura come leader del centro e quindi come candidato premier è ormai sicura.

Nel vertice di ieri con i centristi, Riccardi e Montezemolo, nella telefonata successiva con Gianfranco Fini, nelle riunioni che si sono susseguite a palazzo Chigi con i ministri Passera, Grilli, Giarda e Moavero, il premier ha mantenuto ferma questa decisione.

Il suo silenzio adesso non è dunque dovuto a tentennamenti, soltanto al riserbo che ancora il ruolo di premier super partes gli impone. Ma tra quarantott’ore – approvata la legge di stabilità e date le dimissioni nelle mani del capo dello Stato – la riserva sarà sciolta e l’annuncio sarà pubblico.

Pignolo e attento ai dettagli anche minimi, Monti dunque parlerà, ma non durante la conferenza stampa di fine anno (ancora da decidere se farla sabato sera o, più probabilmente, domenica mattina). Ai giornalisti che glielo chiederanno non darà risposte. Poi, terminate le domande e dichiarata chiusa la fase istituzionale della conferenza stampa, sarà egli stesso a svelare quanto ha in mente.

“Ancora non si può dire, però ormai in qualche modo sarà in campo”. L’accelerazione impressa ieri è indubbiamente da registrare. Il vertice a palazzo Chigi con i fautori delle varie liste centriste (Pier Ferdinando Casini, Andrea Riccardi, Luca di Montezemolo, per la prima volta riuniti tutti insieme nello studio di Monti) è un segnale che non a caso spinge il leader Udc – in una conferenza stampa convocata dopo la riunione di palazzo Chigi -a dire che “in cuor suo la decisione l’ha già presa ma rispetta le regole, aspetta lo scioglimento delle Camere”. Ma nella riunione, il premier si è tenuto ancora aperte tutte le possibilità, rinviando appunto ai giorni successivi alla presentazione del programma lo scioglimento della riserva. Tanto che qualche nervosismo tra i centristi si registra, per i “troppi tentennamenti” del Professore.

Il quale però non deraglia dalla sua strategia che prevede appunto, come prossimo passo, la presentazione agli italiani di quello che sarà il programma di governo. A questo serviranno i dossier chiesti ai vari ministri un paio di settimane fa, dopo l’annuncio delle dimissioni: quanto si è fatto, e quanto si sarebbe ancora potuto fare, avendo più tempo a disposizione e meno veti in Parlamento. Tanto che ora il premier chiede un’adesione totale alla sua agenda: niente distinguo, niente eccezioni, solo gli ‘integralisti montiani’ potranno far parte dell’operazione. E ad esempio Silvio Berlusconi “non mi pare molto montiano”, dice Andrea Riccardi. Riferendo quello che pare sia stato il pensiero dello stesso premier al tavolo di ieri a palazzo Chigi, con l’irritazione per le troppe “giravolte” del Cavaliere.

Dunque, è pronto il primo pezzo di quanto prescritto dal ‘Porcellum’ per una coalizione che si candida al governo: il programma. Da decidere resta però il ‘capo della coalizione’ che per legge va indicato. Questa è una delle valutazioni che ancora Monti deve compiere, tanto che l’ipotesi di indicare Andrea Riccardi come ‘capo della coalizione’ è ancora in piedi: “Tanto comparirebbe solo sui manifesti fuori dai seggi, l’importante è scrivere Monti sulla scheda”, spiega uno dei partecipanti all’operazione.

Ma proprio Riccardi ha aggiunto diversi tasselli al quadro: intanto, che l’agenda Monti sarà presentata a breve, “tra sabato e domenica”; poi che il premier considera “incompiuta” la sua “opera di cambiamento” del Paese; infine, e soprattutto, che il rassemblement di centro intorno a Monti sarebbe “alternativo alla sinistra”, non la sua “stampella”. Ecco allora che parte la raccolta delle firme e che Andrea Olivero si dimette dalla presidenza delle Acli per annunciare il suo impegno in politica.

Ma che il premier sia orientato a dare vita alla “sua” lista, lo dimostra anche l’attenzione che dedica a tutte le offerte di sostegno che gli stanno arrivando in questo momento da esponenti politici del fu centrodestra: appoggi che vengono vagliati e valutati attentamente (il delegato è Federico Toniato) per evitare di “imbarcare” personaggi che poi potrebbero rivelarsi imbarazzanti.

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