Via libera della commissione alle risorse per i Comuni: 150 milioni di euro. Ma l’approdo in Senato slitta ancora

legge di stabilità domani in Senato

ROMA – I partiti pensano alle prossime elezioni politiche e regionali, ma intanto la legge di stabilità non ha ancora terminato il suo iter parlamentare. L’approdo nell’aula del Senato slitta a domani, con il governo che ha posto la fiducia come anche alla Camera (in terza lettura). Non ci sarà il consueto decreto legge milleproroghe di fine anno. Le proroghe, secondo quanto si apprende dal governo, entreranno nella legge di stabilità.

Il Pdl chiede che possano essere esaminati con attenzione sia il decreto sulla raccolta delle firme per le elezioni che la legge di stabilità. Provvedimento quest’ultimo che, osserva Fabrizio Cicchitto, «il Senato ha arricchito di molti elementi». Un atteggiamento che il Pd definisce «dilatorio».

«Il Pdl ha chiaramente un atteggiamento dilatorio. Punta ad allungare la durata della legislatura, anche se di qualche giorno, andando contro -sottolinea Franceschini- il percorso indicato dal presidente della Repubblica». La legge di stabilità, attacca l’esponente del Pd, «arriva tardi perché, una volta saputo delle dimissioni di Monti, il Pdl e Schifani hanno rallentato il percorso». Franceschini quindi conferma «l’impegno del Pd ad approvare i decreti nei tempi annunciati». Entro quindi la settimana. Per Cicchitto, però, «c’è un limite a tutto. Vogliomo approvare il decreto che riguarda le elezioni a Camere sciolte?». E per quanto riguarda la legge di stabilità, il capogruppo del Pdl dice che, viste le modifiche apportate al Senato, «posto che voteremo a favore, il tempo per esaminare il testo, sia in commissione che in aula, ce lo vogliamo prendere». Sulla questione posta dal Pdl, si riferisce, è intervenuto anche Gianfranco Fini durante la capigruppo: sul decreto per la raccolta delle firme, ha detto, servono tempi molto rapidi per dare certezza al provvedimento elettorale.

In attesa dell’appuntamento di domani, questa mattina è stata raggiunta l’intesa sulle risorse ai Comuni. Avendo trovato ulteriori 150 milioni di euro, i tagli verranno ridotti complessivamente di 400 milioni. Questi ultimi beneficeranno anche di 20 milioni di un mini-fondo per premiare i virtuosi che hanno adottato bilanci sperimentali, 180 milioni per la flessibilità alle amministrazioni che hanno fino a 5mila abitanti e 600 milioni per tutte. L’accordo tra Parlamento, governo e Anci, per alleggerire la stretta del patto di stabilità interno per gli Enti locali per un totale di 1,4 miliardi di euro, è stato tradotto in un emendamento.

La copertura – si legge nella relazione tecnica – arriva, in termini di saldo netto e quindi di competenza, dall’utilizzo dei crediti iva per le imprese e, sul fronte dell’indebitamento netto e fabbisogno e quindi della cassa, dall’utilizzo del fondo per le compensazioni finanziarie a legislazione vigente. Non solo. Questa mattina la Commissione Bilancio ha dato anche l’ok al Milleproroghe, inserito via emendamento nella Legge di Stabilità. Tra le norme “passate” quella che proroga di 6 mesi (a giugno) lo stop agli sfratti e quella che estende i contratti dei precari della pubblica amministrazione fino al 31 luglio, ma anche la riserva del 40% in favore dei lavoratori precari nei concorsi pubblici.

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