Antonio Di Pietro rilancia la sua sfida contro la “troika montiana” e strizza l’occhio al Movimento di Grillo

Antonio Di Pietro

Nell’ assemblea del 15 dicembre u.s. Di Pietro ha fatto passi nella giusta direzione : ha rilanciato l’IDV in modo convincente, guarda a sinistra e rivolge un appello per una lista unitaria elettorale di tutti i soggetti- partiti e movimenti- che anche in questi giorni si oppongono a Monti e alla troika montiana PD/SEL/UDC. Un appello che si aggiunge a quello di Ferrero (PRC) e che , finalmente, produce una lista unitaria No Monti.

Antonio Di Pietro ha concluso i lavori dell’assemblea IDV di Roma (15 dicembre) con un discorso, a mio avviso, onesto e comprensibile, toccando temi significativi della realtà italiana, della storia politica dell’IDV (con relativa autocritica), degli impegni e delle scadenze politiche ormai incombenti. Però poco o nulla ha detto, nel suo lungo discorso, della UE, dei suoi trattati, della nostra perdita di sovranità politica e monetaria.

Egli indica il percorso passato e futuro dell’IDV, che intende rilanciare e riformare: spersonalizzazione del simbolo, garanzie nella scelte delle persone, radicamento nel territorio e in tutte le lotte sociali del momento, con particolare impegno per i referendum popolari (lavoro, elezioni, ecc.).

Le sue linee-guida principali sono: il rispetto delle regole costituzionali e della legalità ; il perseguimento della giustizia sociale , a partire dalla difesa dei più deboli (insegnamenti del Vangelo, dice). Spiega anche i motivi e gli opportunismi che, a suo avviso, hanno determinato i problemi interni dell’IDV, sui quali fa autocritica, proponendo rimedi più efficaci e garantisti per il nuovo IDV , che dovrebbe rinascere con il congresso di settembre 2013 – seconda tappa dopo 13 anni di lotta politica, che egli rivendica con orgoglio.

Penso che stia finalmente prendendo le distanze dal PD/SEL (era ora), affermando che il centro-sinistra è l’IDV , inconciliabile con la politica del PD : a questo partito chiede di “ravvedersi”. Noi siamo liberali non “feudali” dice. Rispetta ed apprezza M5S di Grillo che buona parte del Paese sostiene con fiducia.

Rivolge un appello a Napolitano affinchè nel periodo tra lo scioglimento della Camere e le elezioni si possano depositare in Cassazione le firme raccolte (1,2 ml ) sul referendum per i diritti del lavoro. Nelle prossime elezioni regionali (4 Regioni) l’IDV è in lista con il PD e ci rimarrà.

Per le elezioni politiche – 17-18 febbraio 2013- i tempi sono strettissimi , per cui ha rivolto un appello urgente a tutti i movimenti che stanno sorgendo contro la politica di Monti – mov. Arancione, cambiare si può, No Monti, ecc.- affinchè costituiscano con l‘IDV una lista elettorale unitaria, in tempi brevissimi.

Paolo Ferrero (PRC) aveva lanciato analoga proposta da più di un anno.Ora viene dato l’annuncio che la lista unitaria elettorale ci sarà: una lista rosso-arancione formata da PRC, IDV. “cambiare si può”, “lista Arancione”. De Magistris e Di Pietro hanno sciolto le loro riserve e ,in questi giorni, migliaia di persone stanno partecipando alle assemblee di “cambiare si può”.

L’obiettivo di unire – come IV^ polo – tutte le forze sociali, culturali e politiche del Paese che si oppongono a Monti diventa realtà (Rifondanewsletter 187 del 17/12). Una buona notizia per il Paese, per la sinistra, per i lavoratori italiani e gli elettori.

Sembra che ciò che vado sostenendo da tempo- con la proposta di ARCO (Alleanza per il Rilancio Costituzionale), del relativo programma e dell’organizzazione di un soggetto plurale (a rete comunicante)- si vada concretizzando, anche sul piano elettorale. Ne prendo atto con soddisfazione e mi auguro che opzioni programmatiche , condivise e vincolanti, organizzazione e candidati si definiscano a breve.

L’impianto ideale e programmatico della neonata lista è perfettamente compatibile, nella impostazione e nelle soluzioni, con quello della nostra Costituzione antifascista. Perciò , come sostengo da tempo, la nostra Costituzione può essere- e a mio avviso deve essere – l’impianto comune, politico ed elettorale di tutti i soggetti, partiti e movimenti, che si oppongono a Monti e alla sua politica (della UE). Un impianto unitario di compromesso “alto” tra forze e soggetti molto diversi tra loro (comunisti, anticapitalisti, progressisti, costituzionalisti,etc.).

I cittadini conoscono la Costituzione e l’hanno difesa con un referendum popolare vinto, contro i partiti che volevano cambiarla. Lo stesso dicasi per i referendum popolari vinti sull’acqua e sui servizi pubblici locali.

Contrastare la politica di Monti , cioè dell’imperialismo finanziario e della troika FMI/BCE/UE, presuppone però una cancellazione dei trattati-capestro della UE e degli accordi che il nostro governo ha siglato finora, mettendo perfino in Costituzione il cosiddetto “pareggio di bilancio” (fiscal compact). Se trattati ed accordi distruttivi della nostra sovranità statale, monetaria, parlamentare ed economica, non saranno cancellati, o radicalmente modificati, sarà impossibile cambiare la politica di Monti, tanto più che ,anche in sua assenza, la imporranno i partiti maggiori e peggiori : PDL,PD/SEL,UDC, padronali (Montezemolo o altri).

Perciò Monti e Napolitano ci dicono che, quale che sarà il governo futuro, nulla potrà cambiare, dal momento che l’ordinamento UE è sovra-ordinato a quello italiano (Costituzione compresa). Nè saranno il PD o il PDL o l’UDC a mettere in discussione la politica montiana di “massacro sociale e costituzionale”,
spacciata ipocritamente per “politica di austerità”. Come sempre gli slogan mediatici “accattivanti” ma fasulli e fuorvianti. “Austerità” è un termine neutro e positivo in un Paese etichettato tra i PIGS.

Occorre perciò riconquistare la sovranità e l’autonomia dello Stato italiano e quella popolare in ogni campo : militare, politico, parlamentare, economico, militare, sociale, comunicativo. In difetto, il riarmo e le missioni militari continueranno ; le nostre istituzioni , i partiti e il Parlamento non avranno altro ruolo che quello di ratifica e di repressione/tassazione ; il cosiddetto “debito pubblico” – rapina bancaria della moneta- crescerà insieme alla disoccupazione, alla miseria, alle ingiustizie , per dictat della UE ; i mass-media continueranno a fare propaganda per i satrapi dell’imperialismo , USA ed Israele in testa, e per i loro servi. Se ,ad es. i mezzi di produzione- bene sociale produttivo- rimarranno nelle mani dei padroni privati, invece che in quelle degli operai (autogestione, art. 43 Costituzione), avremo chiusure, esternalizzazioni, licenziamenti, etc.

Il massacro sociale aumenterà e l’eventuale “redistribuzione dei sacrifici” o “la riduzione della corruzione, della impunità e degli sprechi, non intaccherà la struttura del sistema ingiusto e mafioso che ci opprime.

Dentro questa neonata lista unitaria ci sono soggetti collettivi e persone che questa analisi condividono e sostengono : mi auguro che anche gli altri partner meno “radicali” possano sposarla per onestà politica.

Decisivo sarà anche il modo con il quale questa lista unitaria , fatta di soggetti molto diversi, saprà organizzarsi, decidere ed operare, in modo da essere trasparente, democratica, efficace e credibile.

Partecipando , vedremo se essa sarà capace di fronteggiare le grandi sfide di questo periodo , sia nella fase elettorale che in quella successiva. Sta a noi cittadini, non delegare, impegnarci, farci sentire, in modo che gli auspici iniziali divengano realtà.

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