Età media, 38 anni. Profumo: “torneremo un Paese normale”. In palio 11mila cattedre. Anief farà ricorso

il concorsone

La prima parte del concorso della scuola è andata in porto. E non si sono verificati problemi gravi, anche se si registra il primo ricorso ufficiale. I dati del ministero, forniti praticamente in tempo reale, indicano che di 172.248 candidati attesi per il test preselettivo, i partecipanti sono stati 136.289, il 79,12% di quelli previsti. Di questi, hanno superato la prova in 45.787, il 33,6%. Altre prove sono in programma martedì.

Tra le Regioni, la Toscana, il Piemonte, la Liguria e la Lombardia si confermano quelle nelle quali i candidati ammessi hanno superato la quota del 40%. (In Toscana il 44,4%, in Piemonte il 40,8%, in Liguria il 40,5% e in Lombardia il 41,4%). La percentuale di ammissione, secondo il Miur «dimostra l’accessibilità del test e garantisce la piena funzionalità della prova».

Tra le curiosità della prima tornata – come riporta il “Corriere”, da registrare la prestazione dei due candidati più veloci, che hanno ultimato la prova in venti minuti, con esito positivo. Soddisfatto il ministro Profumo: «Quando l’amministrazione pubblica, e in questo caso il personale della scuola, viene adeguatamente motivata e responsabilizzata la risposta è eccezionale e fortemente positiva in termini di professionalità e innovazione». Il concorso per aspiranti docenti mancava da 13 anni. Ora ne avremo uno «a primavera», spiega il ministro, e poi «uno ogni due anni»: le persone «si laureeranno, procederanno con l’abilitazione e poi con il concorso. Questo eviterà di creare nuovi precari».

La gestione organizzativa del concorso, una macchina in grado di gestire una prova su computer per 321mila candidati, è stata affidata al Cineca, il concorso interuniversitario che gestisce per il ministero gli investimenti sul calcolo ad alta prestazione. Da quel che si è visto nelle prime battute, un’ottima scelta: «Fino ad ora – spiega il direttore Marco Lanzarini – non si sono registrati problemi. Ma non siamo ancora alla fine, incrociamo le dita». L’unico intoppo, un candidato che ha sferrato un calcio al pc: «Che gli è stato subito sostituito, peraltro. E certo il test che ha dovuto rifare non è stato più facile di quello interrotto». Il Cineca ha da poco inaugurato un calcolatore di estrema potenza, il Fermi, ottavo al mondo per prestazioni: «Ma non è stato necessario utilizzarlo, è bastato un server di medie dimensioni».

Le cattedre messe a concorso sono 11.542. Chi supererà la preselezione sarà ammesso alle successive prove, scritte e orali. Sono 2.520 le aule informatiche predisposte dal ministero dell’Istruzione: 50 quesiti a cui rispondere in 50 minuti, al termine dei quali ogni candidato può visualizzare il risultato conseguito sulla postazione assegnata. Per il superamento della preselezione è necessario conseguire un punteggio non inferiore a 35/50. Ogni candidato ha davanti un computer con un software che è lo stesso su cui hanno potuto esercitarsi i prof in queste settimane di preparazione. Il Cinea ha utilizzato un sistema autoconsistente. «Non potevamo correre rischi», ha spiegato il direttore Lanzarini. Ogni prova è diversa, con quiz estratti da un database di 3.500 domande. Sono previste 18 domande di logica e 18 di comprensione del testo, 7 domande su competenze digitali, 7 domande sulla lingua straniera.

Proprio la soglia del 35/50 ha però fatto scendere l’Anief (Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione) sul piede di guerra: è ben oltre i 6/10 previsti dal Decreto Legislativo 297/94. «Tutti coloro che hanno dunque conseguito tra 30 e 34 punti non si rassegnino, perchè tramite la nostra assistenza potranno rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale e chiedere il rispetto delle norme vigenti», recita un comunicato dell’associazione. L’obiettivo, ovviamente, è quello di accedere direttamente alle prove disciplinari scritte, il cui calendario verrà pubblicato il prossimo 15 gennaio.

In Rete, sin dalle prime ore di test, qualche polemica sulle domande: per esempio, bisogna sapere cosa significano le parole «godet» e «martingala» (termini dell’ambito della moda). O cosa sia un «carter» (linguaggio della meccanica); o un più abbordabile «home banking». I quesiti sono estratti da una banca dati, che è stata pubblicata sul sito del Miur il 23 novembre e sulla quale gli ammessi alla prova hanno avuto la possibilità di esercitarsi. Lo hanno fatto in 300.387. Complessivamente, sono stati infatti ben 8.481.184 i moduli scaricati per le esercitazioni.

L’imponente macchina organizzativa è diretta da Lucrezia Stellacci, uno dei massimi dirigenti del ministero: «Siamo partiti, contro tutti e tutto. Ma per il momento sembra che tutto scorra bene, incrociamo le dita». Qualche difficoltà solo in un istituto scolastico di Roma dove a causa di un incidente il tecnico responsabile del sistema informatico non si è presentato all’orario stabilito a causa di un incidente. Infine un passaggio sulle polemiche relative ai costi. La Flec Cgil sostiene che siano stati spesi 120 milioni di euro: «Cifre già smentite – taglia corto Stellacci – in realtà abbiamo speso appena 960mila euro, i soldi necessari per pagare i responsabili d’aula».

Il calendario degli scritti sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio. Si tratterà di prove relative alle discipline oggetto di insegnamento: quesiti a risposta aperta, più attività di laboratorio per le discipline scientifiche e prove di inglese per la scuola primaria. E chi supererà gli scritti avrà accesso agli orali, che prevedono un colloquio di 30 minuti e una lezione simulata. Maggiori le probabilità di successo, hanno calcolato al ministero, per i posti nella scuola primaria, nelle cattedre di italiano, storia ed educazione civica, geografia della scuola secondaria di I grado e nelle materie letterarie nel primo biennio della scuola secondaria di II grado.

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